LUGANO - Dopo l'incontro all'università della Svizzera italiana, Giorgio Napolitano, Didier Burkhalter, il Consiglio di Stato e la Deputazione ticinese alle Camere Federali, si sono diretti al ristorante Arté di Lugano dove hanno pranzato tutti insieme. Il menù, come potete leggere nella foto allegata, era ispirato ai sapori ticinesi, vino compreso. Al termine del pranzo Napolitano si è messo in viaggio verso Roma senza rilasciare dichiarazioni. Parole importanti, invece, quelle pronunciate dal presidente della Confederazione all'esterno del ristorante. L'Italia, ha detto Burkhalter, assumerà a breve la presidenza dell'Unione Europe e ci aiuterà per la questione dell'elettricità. C'è un evidente interesse per l'Italia nel trovare una soluzione su questo dossier con l'UE. "C'è anche una convergenza d'interesse - ha aggiunto - sul fatto che non possiamo continuare a discutere sui problemi fiscali senza arrivarne ad una, dobbiamo sbloccare la situazione, se non completamente almeno parzialmente". Ma nel corso dei colloqui con il presidente italiano si è discusso anche dei temi che interessano il nostro Cantone. "Durante la visita odierna, soprattuto nelle ultime due ore, abbiamo parlato con il Presidente Napolitano delle problematiche legate al Ticino. La delegazione italiana è sembrata molta attenta ai problemi ticinesi. Per quello che riguarda la questione dei frontalieri si è convenuto che bisogna trovare una soluzione fiscale. Questa soluzione potrà arrivare solo se il dialogo tra le parti politiche continueranno in questa direzione".Infine, Burkhalter, è tornato su quel termine, "sconcertato", con cui Napolitano ha commentato ieri il voto del 9 febbraio. Un termine che non è piaciuto per nulla in Ticino. "La reazione di Napolitano sul voto del 9 febbraio - ha risposto Burkhalter - è la stessa che hanno avuti molti in Europea. Noi gli abbiamo spiegato la nostra situazione interna, il problema dell'immigrazione, l'importanza economica che ha la Svizzera in Europea, e come quest'ultima abbia interesse ad avere dei buoni rapporti bilaterali con noi. Comunque troverete ovunque, in Francia e anche nella stessa Germania (anche se i tedeschi hanno un approccio più pragmatico) la difesa dei principi europei. Uno dei principi fondamentali per questi 28 paesi è sicuramente la libera circolazione della persone e il voto del 9 febbraio ha espresso una posizione diversa rispetto a questo principio. Bisogna prepararsi q questo disaccordo, i quale persisterà ancora. Dobbiamo continuare a spiegare le nostre ragioni per trovare una soluzione".