POLITICA E POTERE
Inaugurazione dell’anno giudiziario, Gobbi ai Magistrati: “Aiutatemi a risparmiare”
Nel suo discorso il direttore del Dipartimento delle istituzioni si sofferma poi sulla presenza delle mafie anche in Ticino, segnalata da Fedpol: “Solo collaborando, sarà possibile preservare la nostra comunità dai subdoli tentacoli della piovra”

LUGANO – Si apre oggi l’anno giudiziario 2014/2015. Presente alla cerimonia che darà avvio alla giornata di studio proposta per l’occasione, anche il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Fra i molti punti toccati nel suo discorso, anche la preoccupante presenza delle mafie segnalata negli scorsi giorni dalla Polizia federale e un appello alla magistratura: ‘aiutateci a risparmiare’.

Cominciamo proprio da quest’ultimo: le finanze del Cantone, non è un mistero, sono critiche. In questo quadro a tinte rosse, rileva Gobbi, i costi dell’apparato giudiziario, “dal ’95 a oggi sono cresciuti inarrestabilmente di oltre il 60%, assestandosi a cifra 60 milioni di franchi l’anno. Le finanze cantonali sono sempre più nelle cifre rosse. E il Governo deve adottare le necessarie misure per arrestare questo quadro a tinte fosche. Chiedo quindi alla Magistratura, toccata di rado dai tagli volti a risanare le finanze pubbliche, di far prova di moderazione nel suo operato, cercando di contenere le spese e di aumentare i ricavi laddove possibile”.

A preoccupare, aggiunge Gobbi, è l’aumento delle spese legate all’assistenza giudiziaria: “Nel 2013 si sono attestate a 6.3 milioni, per un recupero nello stesso anno di soli 300mila franchi. Allarmante poi che in soli due anni (dal 2011) vi sia stato un aumento di oltre 1 milione di franchi. Questa situazione ha indotto il Dipartimento ad esaminare possibili soluzioni volte al contenimento della spesa e all’incremento di quanto possibile recuperare”. Tenuto conto dei costi sempre più elevati, conclude, “il percorso obbligato è quello di razionalizzare la spesa pubblica”.

Prima di terminare il proprio intervento, il ministro Gobbi si sofferma poi sulla questione delle mafie, approfittando del tema della giornata proposta dalla Commissione ticinese per la formazione permanente dei giuristi ( “Aspetti patrimoniali e di esecuzione forzata nei rapporti transfrontalieri”) per sensibilizzare gli avvocati e i pubblici notai presenti su quanto ha evidenziato il Rapporto annuale 2013 dell’Ufficio federale di polizia.

“Le indagini condotte dalla Polizia giudiziaria federale in cooperazione con le autorità italiane – dichiara Gobbi –, hanno confermato la presenza di ramificazioni in Svizzera di varie organizzazioni criminali italiane. Secondo Fedpol, Lombardia, Piemonte e Liguria sono da decenni tra le zone operative più importanti delle organizzazioni mafiose italiane”.

Cosche che, aggiunge, insediatesi vicino al confine, “estendono continuamente il proprio campo d’azione nel nostro Paese. È noto che parte dei profitti di questi gruppi vengono difatti realizzati all’estero. Svizzera compresa. Dalle analisi condotte dalla Polizia giudiziaria federale, risulta che i proventi illeciti vengono investiti preferibilmente in società commerciali e di servizi, in particolare nel campo finanziario e immobiliare, nonché nel settore della gastronomia”.

Viste le preoccupanti constatazioni, l’invito del ministro agli avvocati e ai pubblici notai e di “essere vigili, esortandovi a segnalare alle autorità competenti le situazioni poco chiare. Come affermato dal Procuratore federale Pierluigi Pasi, chiunque dovrebbe insospettirsi di fronte a grosse disponibilità di denaro, unite a ritrosia nel discutere la provenienza, all’inclinazione non spiegabile di accontentarsi di esigui margini di guadagno o a investire in attività con alti margini di rischio. Solo con la collaborazione di tutti gli attori coinvolti, sarà possibile combattere efficacemente la criminalità internazionale e preservare la nostra comunità da questi insidiosi e talvolta subdoli tentacoli della piovra”.

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