Il coordinatore della Lega commenta il no al blocco dei ristorni: “Arriverà il termine prefissato e non ci sarà niente e le promesse si scioglieranno. E noi resteremo sempre col cerino in mano, poi non lamentiamoci se i conti del Cantone sono pessimi"

BELLINZONA – “Questa è la conferma che abbiamo solo la maggioranza relativa, speriamo che al prossimo giro ci diano quella assoluta. Perché, e con oggi è evidente, c’è chi crede ancora alle parole della sirena Widmer-Schlumpf, ma vedremo a cosa porteranno le sue promesse…”, commenta così il coordinatore della Lega Attilio Bignasca, raggiunto da Liberatv dopo la decisione del Governo di non bloccare i ristorni.
Decisione che, tutto sommato, era nell’aria: “C’era da aspettarselo – aggiunge – il presidente della deputazione ticinese (il consigliere nazionale Fabio Regazzi), da buon pipidino, ha difeso a spada tratta le proposte della consigliera federale nominata con i voti del PPD. Era normale andasse così, Beltraminelli non poteva certo andar contro alle disposizioni del suo partito”.
Qualcosa sul piatto però doveva esserci, dato che, (ndr. cominciamo ad accennare ma veniamo interrotti prima di terminare la domanda), l’intera deputazione ticinese, compresi quindi i due consiglieri nazionali leghisti, ha sottoscritto il patto con la ministra Eveline Widmer-Schlumpf: “Ha fatto solo le solite promesse, che esamineranno la discetta in caso di un mancato accordo e via dicendo, l’unica differenza è che le ha messe per iscritto, ma cosa vuol dire? Arriveremo al termine prefissato e non ci sarà niente e tutte le promesse si scioglieranno”.
“Intanto – chiosa Bignasca – se il Ticino perde altri 50 milioni, Widmer-Schlumpf non dispone della base legale per pagare al nostro cantone neanche un franco di indennizzo. E noi resteremo sempre col cerino in mano, poi però non bisogna lamentarsi se i conti del Cantone sono pessimi. È inutile, in questo Paese ci sono troppe parole e sempre meno fatti”.