Il presidente dell'Ente Ospedaliero spiega la contraddizione tra il comunicato dell'EOC e le conclusioni a cui è giunto il procuratore generale John Noseda

LOCARNO – “Forse abbiamo sbagliato la comunicazione e non ci siamo fatti capire”. Daniele Lotti, presidente dell’Ente ospedaliero cantonale, ammette che quel comunicato dell’8 settembre sulla vicenda che ha coinvolto il viceprimario di chirurgia della Carità di Locarno e due capoclinica stride con le conclusioni a cui è giunto ieri il procuratore generale John Noseda.
Il magistrato ha firmato un decreto d’abbandono per i membri politici del Consiglio d’amministrazione, che avrebbero dovuto segnalare il caso al Ministero pubblico, e ha scritto “Dall'esame degli atti e dalla ricostruzione della procedura adottata in seno all'EOC dopo la scoperta delle fatturazioni irregolari a Locarno, è emerso che la scelta di denunciare l'accaduto al Ministero Pubblico non è stata scartata. Essa è stata tenuta solo in sospeso in attesa di farla nel momento opportuno dopo aver completato le verifiche contabili necessarie per ottenere il rimborso degli importi sottratti, e soprattutto per garantire il funzionamento del reparto di chirurgia implicato”.
Ma questa conclusione contraddice il passo del comunicato dell’Ente in cui si legge: “L’EOC dopo attenta valutazione ha deciso di non denunciare il medico alla Magistratura e di chiudere il rapporto di lavoro con la fine dell’anno 2014 alfine di garantire un periodo di transizione adeguato, anche in un’ottica rivolta verso i pazienti”.
Insomma, un errore di comunicazione, spiega Lotti. “Col senno di poi avremmo dovuto scrivere nel nostro comunicato che al momento della scoperta delle irregolarità abbiamo deciso di non denunciare il medico. Per i motivi che abbiamo spiegato. Ma in effetti, all’interno del Consiglio d’amministrazione, nessuno ha mai escluso che in futuro si sarebbe segnalato il caso alla Magistratura. Semplicemente, a quel momento abbiamo deciso di non licenziarlo e di non segnalarlo, invitandolo però a lasciare l’ospedale con la regolare disdetta di un anno prevista dal contratto”.
emmebi