POLITICA E POTERE
Bimbi ecuadoriani, scatta la manifestazione e Quadranti interroga il Governo: “Come sono andate davvero le cose?”
Mentre il deputato PLR chiede conto all’Esecutivo di come ha trattato la questione e se la si sarebbe potuta risolvere “in modo più umano”, il GISO prepara un’adunata in Piazza Governo: “Lo Stato di nuovo forte coi più deboli”

BELLINZONA – I bambini ecuadoregni sono ormai lontani, ma la polemica non accenna a placarsi. Anzi, proprio la loro partenza sembra infiammare ulteriormente il clima. E così da una parte il comitato del GISO (la Gioventù Socialista), insieme ad altre organizzazioni partitiche e non ha organizzato per sabato una “manifestazione a favore del diritto all’istruzione e contraria a una politica migratoria col paraocchi” per sabato prossimo. Dall’altra invece il deputato PLR Matteo Quadranti interroga direttamente il Governo chiedendo conto  di come siano andate realmente le cose e quali siano i risultati della perizia giuridica.

L’interrogazione: “Due bimbi ecuadoriani, loro scolarizzazione e partenza “volontaria”, perizia giuridica. Come sono andate davvero le cose e quali i risultati della perizia giuridica?”

“Il sottoscritto deputato – scrive Quadranti –, e non solo visto l’interesse suscitato nella popolazione, ritiene d’interesse pubblico generale sapere ufficialmente, e a breve, dal Consiglio di Stato come siano andate veramente le cose circa la nota, e triste, fattispecie dei due bambini ecuadoriani di cui ha sin qui reso conto la stampa (a cui rinvio per sintesi) e che ha visto coinvolti in posizioni divergenti due Consiglieri di Stato. Avendo appreso che successivamente alla partenza “volontaria” dei due bimbi con relative famiglie è stata presentata la perizia giuridica stilata dal Consulente giuridico del Consiglio di Stato, sarebbe opportuno e trasparente sapere a quali conclusioni la stessa giunge e se di riflesso si sarebbe potuto “risolvere” la questione in modo diverso e più umano”.

Quadranti chiede perciò al Consiglio di Stato: “di rendere conto in modo cronologico di come sia stato trattato il caso dei due bimbi ecuadoriani e se l’operato della Sezione della Popolazione sia stato ineccepibile e conforme alle leggi o alla prassi; e di rendere nota la perizia giuridica del consulente giuridico del Consiglio di Stato relativamente alla fattispecie”.

La manifestazione e la presa di posizione del GISO: “Ancora una volta il governo si mostra distaccato e disumano nei confronti dei meno fortunati”

“In merito alla vicenda dei bambini ecuadoregni – si legge nel comunicato del GISO –, abbiamo appreso con sdegno e profondo disappunto della loro partenza forzata, assieme alla loro famiglia, che ha tutto il sapore di un’espulsione. Ancora una volta il governo si mostra distaccato e disumano nei confronti dei meno fortunati: inizialmente il ministro Gobbi si è mobilitato per negare loro la possibilità dell’esercizio di un diritto fondamentale di basilare importanza, quale quello all’istruzione, ancorato oltretutto all’Art. 19 della Costituzione e all’Art. 28 della Convenzione sui diritti dell’infanzia. Costituzione che tanto viene difesa da una certa corrente politica, che vorrebbe addirittura dichiarare il primato del diritto svizzero rispetto al diritto internazionale pubblico, chissà, magari certi diritti ancorati a tali trattati vengono ritenuti scomodi?”

Ed ora, aggiungono, “sono state fatte enormi pressioni affinché partissero. E tutto ciò malgrado la prassi riguardante il diritto all’istruzione avrebbe dovuto permettere ai bambini di terminare come minimo l’anno scolastico in corso”.

“Sull’onda di tale indignazione – concludono – la volontà è di far sentire la nostra voce per manifestare, assieme a diverse organizzazioni politiche e non, a favore di un’applicazione umana della legge e denunciando una politica migratoria applicata à la carte. Sarebbe stata la stessa cosa se fosse stata una facoltosa famiglia russa? Non crediamo proprio, vogliamo gridare un forte e chiaro ‘basta’ ad un’applicazione creativa alla legge, la cui rigidità si applica senza umanità ai più deboli, mentre le eccezioni, quando conviene, vengono applicate volentieri!”

Rinviando al link (clicca qui) dell’evento su Facebook, il GISO dà appuntamento a sabato 8 novembre, ore 14 in Piazza Governo a Bellinzona.

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