Alla manifestazione svoltasi nel pomeriggio a Bellinzona c'erano anche i candidati al Governo Nicola Pini e Giorgio Fonio

BELLINZONA - Se al posto dei due padri ecuadoriani ci fosse stata una facoltosa famiglia russa il Dipartimento di Norman Gobbi avrebbe usato lo stesso zelo? È una domanda che si sono posti oggi gli organizzatori della manifestazione indetta in seguito al caso dei bimbi ecuadoriani. Manifestazione organizzata a Bellinzona da Gioventù socialista alla quale hanno preso parte alcune centinaia di persone. Tra i politici di altri partiti si segnala la presenza dei candidati al Governo Nicola Pini (PLR) e Giorgio Fonio (PPD). Assente invece il ministro Manuele Bertoli, che in questa vicenda si è scontrato con il collega Gobbi. E tutta la polemica è nata dalle loro opposte visioni sulla scolarizzazione dei due bambini.
"Abbiamo appreso con sdegno e profondo disappunto della loro partenza forzata, assieme alla loro famiglia, che ha tutto il sapore di un’espulsione - ha protestato Gioventù socialista -. Ancora una volta il governo si mostra distaccato e disumano nei confronti dei meno fortunati: inizialmente il ministro Gobbi si è mobilitato per negare loro la possibilità dell’esercizio di un diritto fondamentale di basilare importanza, quale quello all’istruzione, ancorato oltretutto all’Articolo 19 della Costituzione e all’Articolo 28 della Convenzione sui diritti dell’infanzia. Ed ora sono state fatte enormi pressioni affinché partissero. E tutto ciò malgrado la prassi riguardante diritto all’istruzione avrebbe dovuto permettere ai bambini di terminare come minimo l’anno scolastico in corso”.