I ministri: "In Ticino ci sono 955 globalisti che producono un gettito stimato in 109 milioni di franchi, suddiviso fra Cantone (45 milioni), Comuni (36 milioni) e Confederazione (28 milioni): farne a meno significherebbe tagliare servizi"

BELLINZONA - In vista della consultazione federale del 30 novembre 2014, il Consiglio di Stato prende posizione sull’oggetto «Basta ai privilegi fiscali dei milionari – Abolizione dell'imposizione forfettaria», invitando gli aventi diritto di voto ticinesi a votare NO all’iniziativa popolare.
"Il metodo di imposizione del quale gli iniziativisti chiedono l’abolizione - si legge in un comunicato - è iscritto nella Legge sull’imposta federale diretta e in vigore nella maggior parte dei Cantoni. Si tratta di un articolo di lunga data e che è parte della tradizione fiscale svizzera, orientata al pragmatismo. I globalisti sono persone che pagano le imposte per tutti i redditi mobiliari e immobiliari di fonte svizzera e per quelli per i quali richiedono l’applicazione delle Convenzioni contro la doppia imposizione (CDI). Le convenzioni basate sul modello OCSE prevedono che i redditi per prestazioni lavorative svolte al di fuori del nostro Paese siano imposti all’estero, e non sono quindi in ogni caso tassati in Svizzera. Inoltre, per garantire una base imponibile congrua, il reddito imponibile è calcolato in base al dispendio determinante che, in diversi casi può raggiungere diversi milioni di franchi a dipendenza del tenore di vita del contribuente".
"Negli anni - prosegue il Governo - il metodo si è dimostrato idoneo per la tipologia di contribuenti ad alta mobilità (spesso in viaggio e con disponibilità di immobili in varie giurisdizioni fiscali) e finora non è contestato da altri Paesi; al contrario, viene esplicitamente menzionato in alcune Convenzioni con la massima trasparenza, ad esempio con la vicina Italia. Se osserviamo altri Paesi, emerge che molti conoscono regimi similari o sono veri e propri paradisi fiscali. A questo proposito è possibile citare la prassi che riguarda i Resident but not domiciled nel Regno unito o il sistema in vigore a Montecarlo".
"In Ticino - sottolineano ancora i ministri - sono censiti per il 2014 ben 955 globalisti, con un gettito stimato in 109 milioni di franchi, suddiviso fra Cantone (45 milioni), Comuni (36 milioni) e Confederazione (28 milioni) Tali introiti, va sottolineato, sono un atout per i Cantoni periferici, di montagna o nei quali la prassi è tradizione da lungo tempo, e permettono loro di ricorrere in modo meno importante alla perequazione finanziaria".
"Rinunciare a un gettito considerevole, che negli anni andrebbe inevitabilmente a diminuire, implicherebbe rinunce o sacrifici in altri campi dei servizi statali o degli investimenti pubblici. Il nostro Cantone ha già innalzato per il 2014 a 400 mila franchi il reddito minimo imponibile per l’accesso all’imposizione forfettaria, continuando la tendenza al rialzo degli anni precedenti e anticipando i tempi prescritti dal Parlamento federale (1. gennaio 2016). Per queste ragioni, il Consiglio di Stato invita gli aventi diritto di voto ticinesi a votare NO all’iniziativa popolare", conclude il Consiglio di Stato.