POLITICA E POTERE
Pesciallo: “Costi a carico della città e introiti ‘pro-saccoccia’ degli autogestiti? Troppo facile, Molinari, la festa è finita!”
Dopo l’annuncio dei versamenti del Cantone per la copertura dei costi di autogestione, il consigliere comunale leghista, insieme ad altri colleghi, interroga il Municipio: “Non è ora di sfrattare e riconsegnare l’edificio a tutta la popolazione?”

LUGANO – “Molinari, la festa è finita”, titola così l’interrogazione inoltrata dal consigliere comunale Flavio Pesciallo (Lega). Al centro del testo, va da sé, l’ex Macello e i costi che questo ha generato negli anni per il Municipio di Lugano.

L’interrogazione – sottoscritta anche dai consiglieri comunali leghisti Gian Maria Bianchetti, Giampiero Cambrosio, Norman Luraschi, Amanda Rückert e Stefano Szerdahelyi, prende le mosse dalla notizia, giunta ieri, che il Cantone verserà 50 mila franchi annui per i costi dell'Autogestione.

“Riassumendo – scrivono –: i costi di luce, affitto, acqua, elettricità, ecc. dell'ex Macello sono stati sostenuti dal 2002 ad oggi dalla nostra città. In parole povere, da tutti noi contribuenti (quasi mezzo milione di franchi!). Gli utili del Centro Autogestito invece (mescita bevande, incassi per concerto, ecc.), sono  pro-sacoccia degli autogestiti, i quali,  oltre al citato regalo del Cantone, godono pure di questi ulteriori benefici!  Troppo facile fare i "sciuri" con i soldi della comunità per finanziare un'attività illegale! Non osiamo nemmeno immaginare cosa pensino a tal proposito, gli onesti esercenti che in questi periodi, fanno una fatica boia a sbarcare quotidianamente il lunario, pagando fior di tasse!”

Le domande al Municipio

Corrisponde al vero che nell'accordo stipulato nel 2002 con il Centro sociale autogestito (CSOA), quest'ultimo s'impegnava a pagare i costi, ma, di fatto, non ha pagato nulla? Le clausole della convenzione sottoscritta tra autogestiti e Città sono state rispettate dagli autogestiti? Quando è giunta a scadenza la citata convenzione?

Corrisponde al vero che i Molinari, si sono rifiutati di far entrare l'addetto AIL per la lettura dei contatori, e, che durante un sopralluogo esperito dalla Commissione della Pianificazione, ai Consiglieri Comunali è stato vietato l'accesso limitatamente a una parte di questo sedime?

Non ritiene l'esecutivo cittadino che, anziché intavolare ulteriori e annose discussioni con il Cantone, creando un'inutile Commissione per lo studio di tale problematica, sia giunto il momento di chiudere immediatamente e se del caso, sfrattare coattivamente gli occupanti, riconsegnando questo edificio, tra l'altro protetto dai beni culturali, a tutta la popolazione?

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