POLITICA E POTERE
L’addio di Speziali, editoriali a confronto: Pontiggia: “Il PLR dovrebbe preoccuparsi”. Campo: “Mandato dai difficili equilibri”
La salute è certo un motivo, ma le tensioni e il ‘nuovo modo di far politichetta’ sono elementi altrettanto importanti nella decisione maturata dalla sindaca di Locarno, che, nonostante qualche appunto critico, assicura di lasciare in serenità

LOCARNO – Carla Speziali lascia. L’annuncio è giunto ieri, più o meno a sorpresa a seconda dei lettori, durante il tradizionale discorso di Capodanno in Piazza Grande. Rimane l’incertezza sui tempi, ma la sindaca di Locarno, nell’intervista concessa a LaRegione, in cui parla di un abbandono in serenità nonostante qualche sassolino riesumato e tolto durante il discorso, dichiara che presto giungeranno comunicazioni ufficiali in merito. Intanto allora non resta che leggere il significato di questo addio (secondo gli editoriali di Corriere e Regione), per la Città come per la politica: la rinuncia di Speziali segna per il suo partito, il PLR, un’altra importante perdita interna e di conquista.

Questa almeno la lettura del ‘fatto’ da parte di Fabio Pontiggia. Il condirettore del Corriere del Ticino, nell’editoriale di oggi, si sofferma su tre considerazioni che scaturiscono dalla rinuncia di Speziali, indice anche che il “fare politica nel nostro cantone [è] in una fase di palese sbandamento e profondo disorientamento dei partiti”.

La prima considerazione è un plauso all’operato di Speziali. “Il cammino seguito dal Comune di Locarno negli ultimi 15 anni dimostra quale sia il corretto ordine delle priorità per chi amministra i soldi pubblici”, scrive Pontiggia. Insomma, la città ha fatto i conti e da “cenerentola fra le ticinesi, oggi è l’unica a guardare con serenità al futuro, dopo un decennio di chiusure positive e dopo aver ridotto il debito pubblico”. Uno sguardo, sottolinea Pontiggia, permesso dall’operato di Speziali da quando era in Municipio come ‘ministra’ delle Finanze, ossia nel quadriennio precedente alla sua elezione quale sindaca. “I conti pubblici in ordine  sono la migliore iniezione di fiducia per una comunità”, riflette il condirettore e il riferimento non può che andare a una città che è ora in una situazione ‘diametralmente’ opposta: “Come già diceva il grande Luigi Einaudi, sui deficit e sui debiti non si costruisce nulla. Ne sa qualcosa la Grande Lugano, che ora deve rimettere faticosamente assieme i cocci lasciati da una stagione segnata da eccesso di euforia e anche da qualche megalomania territoriale”.

La seconda considerazione si concentra invece sul ‘fare politica’ oggi, tema, citando le “lotte di potere”, toccato anche dalla sindaca nel suo discorso. Scrive Pontiggia: “In un periodo in cui il vociare e lo sbraitare primeggiano sul ragionare, diventa sempre più sfiancante fare politica per qualcosa, poiché lo sport oggi preferito da troppi politici è fare politichetta contro”. Beninteso, aggiunge, “il potere è necessario per chi vuole fare politica in una comunità; senza potere non si può realizzare nulla. Ma se il potere diventa il fine e non il mezzo, il senso del fare politica ne esce stravolto”.

Si arriva quindi alla terza considerazione, quella che dovrebbe scaturire in seno al partito liberale. “Il disagio, il malessere, elegantemente denunciati ieri in piazza Grande – riflette Pontiggia –, dovrebbero essere fonte di seria preoccupazione per il partito di maggioranza relativa”. Perché, motiva, “nel giro di pochi anni il PLR perde nelle istituzioni tre donne come Marina Masoni, Laura Sadis e Carla Speziali (mentre è a un passo dall’annegare nel bicchier d’acqua dello psicodramma per il quinto uomo sulla lista governativa di aprile)”. Segnale che “c’è qualcosa di profondamente danneggiato o sbagliato nel funzionamento attuale della dialettica interna dei liberali radicali”.

“Una sorta di male oscuro che, attraverso almeno quattro presidenze, ha fatto perdere al PLR autorevolezza, voti, seggi e città. Se dopo la capitale politica (Bellinzona) e la capitale economica (Lugano) dovesse ora sfuggire al PLR anche la capitale culturale (Locarno), il declino potrebbe rivelarsi inarrestabile”, conclude Pontiggia aggiungendo che “al di là delle bandiere, non sarebbe una gran bella prospettiva per il Paese”.

Su LaRegione, a riflettere sulla rinuncia di Speziali è il caposervizio di Locarno Mario Campo, che si concentra invece sui motivi che hanno portato all’annuncio di ieri, a sorpresa forse per il momento e il luogo scelti, ma non troppo inaspettato “per chi abbia seguito le vicende locarnesi durante l’anno appena trascorso”. Oltre alla salute, che da agosto l’ha portata ad essere assente alle sedute comunali per diverse settimane, a ‘movimentare’ gli ultimi anni di Speziali il nuovo assetto municipale di questo ultimo mandato. “Iniziato con i difficili equilibri interni scaturiti dalle Comunali nel 2012, quando il Municipio locarnese fu largamente rinnovato, con l’elezione di Silvano Bergonzoli della Lega (storico avversario di Speziali), di Ronnie Moretti (Ps) e Giuseppe Cotti (Ppd) – già alquanto critici quali consiglieri comunali – e di Davide Giovannacci, giovane Plr che in alcuni casi ha poi fatto pendere la bilancia dalla parte opposta a quella del sindaco, prima di essere richiamato a “fare squadra” dai vertici del Partitone”.

Palacinema, “Appaltopoli”, con relativa incursione a Marcacci del procuratore generale John Noseda, l’affossamento dell’aggregazione: queste alcune delle braci che hanno alimentato le scintille scoccate in Municipio, ma che “non hanno impedito alla compagine municipale di procedere all’insegna della stabilità finanziaria (da otto anni Locarno, unico centro in Ticino, chiude i conti in attivo) e della realizzazione di alcune importanti opere, con in prima linea la Casa del cinema”.

Progetto che (e qui Campo riconosce a Speziali il merito di essersi prodigata molto per rilanciare la sua realizzazione, che comincerà dopo le festività) “con a sofferta decisione di non ricandidarsi, sarà quindi il suo successore” a dover portare a termine. La domanda quindi è proprio questa: chi sarà? “Negli scorsi mesi, c’è chi ha indicato fra i “papabili” Davide Giovannacci, il quale non ha escluso di ambire alla poltrona”.

La questione ‘successore’ è stata posta anche alla diretta interessata nell’intervista concessa a LaRegione. Speziali, non si sbilancia però su un nome, ma esprime un auspicio: “che entrando in carica riesca a esprimere veramente il meglio che ha dentro e lo dia alla cittadinanza. Per quanto mi riguarda, questo è stato il solco che, da sindaco, ho cercato di tracciare”.

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Raissa Avilés: Maybe a concert, un forse che fa la differenza

23 SETTEMBRE 2026
ENERGIA

Roland David nuovo presidente di AET

21 SETTEMBRE 2026
TELERADIO

RSI, fino a 12 posti di lavoro in meno nel 2027

16 SETTEMBRE 2026
TELERADIO

Diciotto anni di inchieste: torna “Patti chiari” con un test shock sulla cocaina in Ticino

15 SETTEMBRE 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Eventi su misura, il lusso invisibile dell’organizzazione

10 SETTEMBRE 2026
ENERGIA

Successo per la serata di LocarneseTech su energia, resilienza e competitività dell’industria ticinese

10 SETTEMBRE 2026
LiberaTV+

ANALISI

Il Settimo Sigillo

17 SETTEMBRE 2026
SECONDO ME

Bruno Cereghetti e le "veementi filippiche": “Ma le moratorie non servono”

22 SETTEMBRE 2026
POLITICA E POTERE

Media, Politica e Magistratura: informare è un diritto. E un dovere

18 SETTEMBRE 2026