POLITICA E POTERE
Logo ‘pro residenti’ anche a Lugano? Quadri: “Qualche pecca, ma iniziativa da portare avanti, e le polemiche lo dimostrano”
L’iniziativa del comune di Claro, su proposta del municipale leghista, verrà discussa alla seduta di Municipio di giovedì. “Idea buona, ma pone il grande problema dell’autocertificazione. Questo il grande nodo da sciogliere affinché abbia successo”

LUGANO – “La bella iniziativa del Comune di Claro fa parlare di sé Oltreconfine. Speriamo che altri Comuni seguano; a partire dal mio”, così Lorenzo Quadri, sul proprio profilo Facebook, annunciando che la trattanda è già stata messa all’ordine del giorno della prossima seduta di Municipio.

La discussione nata attorno al logo ‘pro residenti’, o ‘anti-italiani’, a seconda del lato della frontiera a cui si guarda alla proposta di Claro, si anima e sembra indirizzarsi a dare i primi frutti: Lugano, almeno nelle intenzioni di Quadri, potrebbe essere la prima ad accogliere l’appello lanciato dal sindaco Roberto Keller che si augurava che l’iniziativa potesse diffondersi ad altri comuni ticinesi.

“È un’iniziativa certamente interessante e valida – commenta Quadri raggiunto da Liberatv –. Anche noi, come Lega, abbiamo spesso proposto di trovare un sistema in grado di valorizzare chi punta sulla manodopera residente, con i maggiori costi che questo comporta. Chi dimostra di avere responsabilità sociale ha il diritto di vedersela riconosciuta. Il marchio proposto da Claro è un buon inizio: all’Ente pubblico non costa nulla, ma permette all’azienda di mostrare i propri meriti e, soprattutto, al cliente finale di poter scegliere con un criterio in più, valutando anche quanto la ditta in questione faccia girare l’economia locale dando lavoro ai residenti”.

Domani quindi l’Esecutivo luganese discuterà il tema, ma “è ancora tutto da vedere: ne parleremo e valuteremo il da farsi. Personalmente, in linea di principio penso sia una buon mezzo da adottare, ma tutto dipende da come viene gestito nella pratica, affinché dietro al logo vi siano anche certe garanzie”. Pur ritenendola un’iniziativa positiva e utile infatti, Quadri ravvisa alcune criticità: grosso problema, per il municipale di Lugano, è l’autocertificazione posta alla base del marchio.

“Se si lascia tutto nelle mani dell’autocertificazione, c’è sempre il rischio che qualcuno se ne approfitti. All’interno degli utilizzatori del logo potrebbero anche entrare realtà di impiego ben diverse da quelle dichiarate, che porterebbero quindi il marchio a perdere di valore e di utilità. D’altra parte l’Ente pubblico non può mettersi a controllare minuziosamente le risorse umane di tutte le aziende. Questo è il grosso nodo da sciogliere: si tratta di trovare la giusta via per far sì che il logo sia davvero sinonimo di garanzie. Perché se si vuole che funzioni, deve avere una ufficialità e ci vuole quindi qualcosa in più della sola autocertificazione”.

Ma è una strada da intraprendere, come dimostrano le polemiche. “Le critiche vogliono dire che è una buona idea: se non avesse creato reazioni, avrebbe significato che non è in grado di funzionare”, commenta Quadri riferendosi alla bufera scatenatasi sui media italiani dopo l’articolo di ieri del Corriere della Sera. A intervistare il sindaco Keller, sono infatti giunte a Clare anche le truppe di Rai Tre. “È evidente che oltre confine puntano sul collocamento della loro manodopera e che possano essere scocciati se il fatto di averne poca venga da noi riconosciuto come un merito. Del tutto comprensibile che sia così, vista da parte loro”.

Insomma, le reazioni, ribadisce, “sono una conferma che questa è la direzione corretta. Non sarà questo logo a fare miracoli, certo, ma fa parte di quei tanti piccoli provvedimenti che si possono prendere per rendere più consapevole l’economia e il cittadino sul fatto che far lavorare i residenti è un valore”.

Si tratta di un messaggio importante che  l’iniziativa promossa da Claro ha il merito di mettere in luce e ricordare. “Non stravolgerà la realtà attuale, è una campagna di sensibilizzazione e come tale avrà gli effetti che queste azioni producono: non si può pretendere che si compia il miracolo, ma non per questo credo non vada fatta. Anzi. Fa parte di quelle iniziative circoscritte che formano i tasselli di un mosaico più grande”. Il meglio, conclude Quadri, “è il nemico del bene: si può sempre far di meglio, ma che in nome di ciò non si decida di non fare niente, è uno sbaglio”.

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

LETTURE

“La montagna incantata”: il Monte San Giorgio come non l’abbiamo mai letto

16 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

A San Bernardino apre Piazzetta Brocco, il nuovo salotto nel cuore del villaggio

14 LUGLIO 2026
LETTURE

Tra amore, memoria e inquietudine: le novità di Dadò editore per l’estate

14 LUGLIO 2026
BANCASTATO

BancaStato pubblica il Rapporto di sostenibilità 2025: primi obiettivi per ridurre le emissioni

10 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Locarno Film Festival, ecco i film in programma

09 LUGLIO 2026
ABITARE

Tra imitazione e autenticità: perché la pietra naturale continua ad affascinare

09 LUGLIO 2026
LiberaTV+

POLITICA E POTERE

La nota del Governo: Zali rinuncia alla responsabilità politica di Polizia e Magistratura

23 LUGLIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

"Berna ci frega con gli ucraini!". E De Rosa e i paletti sui ristorni

18 MAGGIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

Mirante-Sirica, che scontro. E l'UDC contro il PLR

12 GIUGNO 2026