Pochi giorni dopo la presentazione dello studio dell'USI sul commercio al dettaglio il domenicale attacca la DISTI. Il presidente replica: "Parlano a vanvera"

LUGANO – Il Mattino non molla la presa e nell’edizione di ieri spara di nuovo sulla grande distribuzione, che si è opposta all’applicazione della tassa di collegamento proposta dal ministro Claudio Zali – e bocciata dal Parlamento -. Lo fa pochi giorni dopo la presentazione dello studio dell’USI sul commercio in Ticino, che ha messo in luce l’importanza del settore per l’economia cantonale (leggi l’articolo correlato).
“La DISTI – scrive il settimanale della Lega - è l’associazione della grande distribuzione che, per il tramite dei suoi soldatini PLR e PPDog nel parlamenticchio, ha fatto ostruzionismo ad oltranza contro la tassa di collegamento a carico delle grandi superfici di vendita! Eh già: le aziende rappresentate da Lucibello si fanno gli zebedei di dia¬manti in Ticino, però pagano tasse irrisorie, consumano territorio, assumono frontalieri a tutto andare e generano traffico parassitario. Ma naturalmente guai a chiedere a queste società un piccolo contributo per migliorare la viabilità tramite una modestissima tassa di collegamento!! Uella!”.
Insomma, la polemica continua. Abbiamo chiesto una reazione a Enzo Lucibello.
“I redattori del Mattino come al solito parlano a vanvera – dice il presidente della DISTI –, e non sono capaci di leggere. Non sono oggettivi ma animati da pregiudizi nei confronti della grande distribuzione, e l’approfondimento dei temi non fa sicuramente parte del loro DNA. È ora che la Lega la smetta di sparare su tutto e su tutti e, visto che ha ancora la maggioranza relativa in Governo, indichi finalmente una strategia seria per questo Cantone. Evitando di risolvere i problemi applicando tasse e balzelli”.
Riferendosi allo studio dell’USI, Lucibello osserva che la quota di frontalieri attivi nel commercio è inferiore alla media cantonale degli altri settori, e che nei grandi magazzini lavorano in larghissima maggioranza ticinesi o domiciliati, con punte fino al 90%.
“Da quando come presidente della DISTI mi sono opposto alla tassa sui posteggi la Lega mi spara addosso ad ogni occasione. Mi arrogano dei poteri di influenza sui deputati che non ho, e che non vorrei nemmeno avere. Perché credo nella democrazia e nel libero arbitrio, soprattutto da parte dei politici che sono chiamati a fare gli interessi dei cittadini e dell’economia che contribuisce a finanziare lo Stato”.
Lucibello contesta anche l’accusa lanciata dal Mattino: la grande distribuzione paga imposte irrisorie...
“Anche qui – conclude -, invito l’autore dell’articolo a leggersi bene lo studio, che è scaricabile integralmente sul sito dell’Università. Studio da cui risulta che il settore del commercio al dettaglio contribuisce al gettito fiscale nella misura di quasi 40 milioni di franchi all’anno, somma che rappresenta il 12% delle imposte versate in Ticino da tutte le persone giuridiche, dalle banche alle industrie... Senza contare i 46 milioni di imposte pagate da chi lavora nel nostro settore”.
emmebi