POLITICA E POTERE
Introdurre il maggioritario in Ticino? UDC e AL ci riprovano: “Aperture da parte di PPD e PLR, i tempi sono maturi”
L’abbandono del proporzionale era già stato proposto dai democentristi nel 2010, fra quanti lo bocciarono proprio esponenti dei due partiti. Ma Jelmini e Cattaneo si dicono ora possibilisti aprendo “nuovi interessanti scenari per il maggioritario"

BELLINZONA – Introdurre il sistema maggioritario per Gran Consiglio e Governo? Per l’UDC i tempi potrebbero finalmente esser maturi abbastanza da raccogliere anche sostegno da parte degli altri partiti e sottopone nuovamente la questione al Governo, con un’iniziativa parlamentare generica (“Maggioritario: sulla via di Damasco”) presentata insieme ad Area Liberale.

Già nel 2010 infatti i democentristi, riprendendo le mosse di un’iniziativa parlamentare presentata nel 1999 da Tullio Righinetti e cofirmatari (e respinta nel 2007), avevano inoltrato due iniziative parlamentari generiche dal titolo “I fatti sono testardi e parlano in favore del maggioritario in Ticino”, una per l’elezione del Consiglio di Stato e una per il Gran Consiglio. Entrambe però sono state discusse e bocciate nel marzo 2014 dal parlamento ticinese.

A spingere UCD e AL a riproporre il sistema maggioritario, le dichiarazioni contenute in un articolo sul tema comparso sul Caffè di oggi (e riportate del testo dell’atto), con gli interventi, tra i favorevoli, di Giovanni Jelmini, Rocco Cattaneo e Paolo Beltraminelli. L’approfondimento prende in realtà proprio le mosse da quanto dichiarato dal Presidente del PPD durante il congresso del partito. “Il proporzionale è giunto al capolinea” aveva rimarcato. “In questi quattro anni è stato molto difficile realizzare progetti politici”, commenta Jelmini al domenicale approfondendo la sua posizione, e le ragioni sono nell’eccessiva frammentazione del parlamento, “che ha costretto i partiti a trovare delle alleanze ampie”; nell’eterogeneità del governo e nella “perdita del senso di collegialità all'interno del Consiglio di Stato”. Il proporzionale oggi in Ticino porta insomma ad avere un Legislativo ed un Esecutivo, soprattutto, troppo compositi, che non assicurano la governabilità. Anzi, con aprile  ci si potrebbe ritrovare, secondo Jelmini, con “un governo frammentato all'estremo, ossia con cinque partiti rappresentati”, cosa che “paralizzerebbe sicuramente l'attività dello Stato per il prossimo quadriennio”.

Il domenicale ha quindi sottoposto la questione del maggioritario anche ad altri esponenti della vita politica ticinese e se il presidente del PS Saverio Lurati si è detto scettico in quanto non cambierebbe niente e non sarebbe proponibile nel nostro Cantone, il presidente PLR si è invece detto possibilista, chiarendo però, con Jelmini, che “sarà materia per la prossima legislatura”. Possibilista, ma solo per l’elezione del Consiglio di Stato, Paolo Beltraminelli: “Ora il sistema è un ibrido: proporzionale con le liste, maggioritario senza intestazione, modalità di voto questa sempre più scelta. È saggio e opportuno ipotizzare e discutere su di un possibile cambiamento di sistema che delegherebbe ai partiti le proposte, compito strategico fondamentale, e alla gente le scelte. Siamo rimasti l'unico cantone con il proporzionale per il Consiglio di Stato, non è un caso. Sono contrario invece al maggioritario per il Gran consiglio, le dinamiche sono totalmente diverse”.

Queste le dichiarazioni e, fa notare l’UDC togliendosi il proverbiale sassolino dalla scarpa in riferimento alla bocciature dei due atti presentati nel 2010, “curioso osservare che i rapporti contrari alle iniziative portano la firma dei rappresentanti PPD, di una parte dei PLRT e, naturalmente, dei socialisti e dei leghisti”. Ebbene ora, “a distanza di poco meno di un anno da quella bocciatura, grazie allo sprono del PPD, all’auspicata compattezza del PLRT, al sostegno dei Verdi, che già a suo tempo avevano sottoscritto il rapporto del collega Mellini a favore dell’iniziativa concernente il consiglio di Stato, si aprono nuovi interessanti scenari per il maggioritario in Ticino. L’unico Cantone ad essere rimasto, come tutti sanno, ancorato al sistema d’elezione proporzionale”.

In conclusione – scrivono i firmatari Marco Chiesa, Sergio Morisoli, Gabriele Pinoja, Orlando Del Don, Lara Filippini, Eros Mellini –, “alla luce dei nuovi seri attestati di stima rispetto al sistema d’elezione maggioritario, a mezzo di questo atto parlamentare promosso da UDC e AL, si intende riproporre l’introduzione del sistema d’elezione maggioritario per il Consiglio di Stato. La stessa riflessione dovrebbe essere svolta per quanto attiene al sistema d’elezione del Gran Consiglio. I firmatari consigliano infine, come nell’atto precedente, di votare in primo luogo l’adozione del principio, e in seconda battuta, il tipo di sistema maggioritario da implementare nel nostro Cantone”.

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