Il consigliere nazionale PLR chiede cosa ancora si frapponga alla progettazione di massima del collegamento veloce e se l’attuale situazione di stallo possa essere superata con un cofinanziamento parziale da parte di Cantone, Comuni ed enti privati

BERNA – Il collegamento veloce A2-A13 prende nuovo slancio, si moltiplicano le richieste inerenti alla sua realizzazione (vedi suggeriti) e la questione approda (nuovamente) anche sui banchi del Consiglio federale. Ci si chiede insomma, “per quanto tempo ancora il Locarnese resterà l’unico agglomerato urbano in Svizzera senza un raccordo diretto con la rete nazionale autostradale?”
Domanda che si pone anche il consigliere nazionale Giovanni Merlini, che, con una interpellanza depositata oggi, chiede al Consiglio federale quali siano gli ostacoli che si frappongono ancora alla progettazione di massima del collegamento A2-A13 (e all’esame preliminare dell’USTRA) e se l’attuale situazione di stallo possa essere superata con un cofinanziamento parziale dell’opera da parte di Cantone, Comuni ed enti privati.
Nel motivare queste due domande, Merlini ricorda anche la problematica situazione con cui è confrontato il Piano di Magadino che, attraversato quotidianamente in media da circa 43mila veicoli, si trova ‘paralizzato’ 220 giorni all’anno circa. “Forti Nei momenti di punta, e quasi regolarmente nel periodo turistico tra le ferie pasquali e quelle autunnali, i tempi di percorrenza per chi esce dall'A2 a Camorino in direzione Locarno (e viceversa) possono superare l'ora, per una distanza di soli 12-15 chilometri”.
Una situazione che genera “forti rallentamenti, congestionamenti, ingorghi, maggiori rischi di collisioni, emissioni nocive supplementari che compromettono seriamente la qualità di vita di chi vive non solo nei pressi della principale arteria cantonale (lato sinistro del fiume Ticino), ma anche nei pressi della strada secondaria sul lato destro del fiume”.
“L'Ente regionale di sviluppo e la Commissione intercomunale dei trasporti del Locarnese e Valle Maggia (CIT) si sono attivati ancora recentemente nei confronti del Consiglio di Stato ticinese per sollecitarlo ad intervenire presso la Confederazione affinché la progettazione e realizzazione del collegamento possano essere accelerati. Il raccordo del Locarnese alla rete nazionale delle autostrade rappresenta una delle condizioni quadro fondamentali per scongiurare il degrado economico dell'agglomerato ed in particolare per contrastare la crisi del turismo di cui risente la regione da qualche tempo”.
La Variante 3, ricorda infine, “inoltrata a Berna dal governo ticinese in seguito alla situazione di stallo creata dall'esito negativo della votazione popolare nel 2007, è il frutto di un compromesso che tiene conto dei diversi interessi in gioco e raccoglie un consenso decisamente più ampio della Variante '95”.