POLITICA E POTERE
Amnistia fiscale "cassata", Jelmini: "Una vittoria per il PS, una sconfitta per il Ticino". Cattaneo: "Era l'unica vera misura di rilancio"
Dopo la sentenza del Tribunale federale che ha spazzato via l'amnistia, il presidente del PPD: "Ora usiamo per il lavoro i 56 milioni della BNS", mentre il presidente del PLR rilancia l'amnistia federale

BELLINZONA - Ecco le prime reazioni alla sentenza del Tribunale che ha accolto il ricorso del Partito socialista contro l’amnistia fiscale che era stata accolta in votazione popolare nel maggio dall’anno scorso. I presidenti del PPD e del PLR, Giovanni Jelmini e Rocco Cattaneo: “Ringraziamo i socialisti”.

Giovanni Jelmini: “Ora per il lavoro usiamo i soldi della BNS”

Il PPD prende atto con rammarico della decisione del Tribunale Federale che ha respinto l'amnistia fiscale cantonale, voluta dalla maggioranza dei ticinesi il 18 maggio dello scorso anno in votazione popolare. Il PPD aveva proposto di destinare i proventi dell’amnistia fiscale a un fondo a favore dell’occupazione, del reinserimento professionale, dei cittadini che non hanno o hanno perso la propria attività lavorativa. In questo difficile e delicato momento, l’amnistia fiscale avrebbe dato un po’ di ossigeno ai ticinesi confrontati a disagi e difficoltà nell’ambito dell’occupazione. Dispiace dover constatare come l’ideologia del PS, che ancora una volta ha dimostrato di non voler riconoscere la volontà del popolo ticinese, abbia prevalso su una decisione utile e importante per il nostro Cantone. A questo punto, diviene attuale più che mai la proposta, mediante la quale il PPD chiede al CdS di utilizzare parte dei 56 milioni della BNS per far fronte ai problemi dell’occupazione in Ticino.

Rocco Cattaneo: “Ora ci vuole un’amnistia federale”

Un vero peccato, un’occasione persa e dobbiamo dir grazie ai socialisti! Il Ticino perde l’unica importante misura di rilancio economico promossa in questi quattro anni. Una misura che allo Stato non sarebbe costata un solo franco. Vanno persi i 20 milioni del fondo destinato all’occupazione, senza dire degli introiti fiscali che sarebbero immediatamente entrati nelle casse cantonali e comunali, e dei milioni che sarebbero rientrati nel circuito economico. Adesso bisogna tentare di rilanciare un’amnistia a livello federale. Ancora una volta il Partito socialista ha dimostrato di non accettare le volontà popolare.

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