BELLINZONA - I contingenti per i fungiatt stranieri sono una mia idea. A Marco Chiesa è saltato il "fungo al naso" quando stamane ha letto della consultazione avviata dal ministro Claudio Zali che prevede proprio un contingentamento per i raccoglitori provenienti dall'estero con tanto di tesserino a pagamento. Il deputato UDC si è risentito perché il Dipartimento del Territorio non lo ha neanche citato nel comunicato stampa con cui si annunciava l'iniziativa. Eppure, spiega Chiesa, c'è una mia mozione che chiede le stesse cose. “Non è mia intenzione pestare i piedi - dichiara a Liberatv il Gran Consigliere democentrista - ma credo debba valere il proverbio ‘date a Cesare quel che è di Cesare’. Mi va benissimo che il ministro Claudio Zali abbia decido di introdurre delle limitazioni e delle tasse per i cercatori di funghi non residenti. Mi va meno bene che la proposta venga venduta come una sua idea". Insomma, questione di paternità della proposta. Un tema di certo non nuovo nei rapporti ultra tesi tra gli ex alleati Lega-UDC. E così eccoli a duellare anche sul 9 febbraio dei fungiatt. "Ricordo infatti - sottolinea Chiesa - che il 22 settembre dell’anno scorso, quindi oltre sei mesi fa, ho depositato una mozione in tal senso. Ora, non trovare nemmeno un riferimento a chi ha promosso l’idea nell’ennesimo comunicato stampa del Dipartimento del territorio mi lascia un po’ perplesso. Ma capisco che in campagna elettorale tutti vogliono attribuirsi le medaglie, anche se non sono loro”.