Sabato 19 settembre, alle 20, il Quintet accompagna dal vivo “Ascensore per il patibolo” di Louis Malle, restituendo alla musica la libertà e il rischio dell’improvvisazione

Ci sono incontri tra musica e cinema che finiscono per diventare parte della storia di entrambe le arti. Quello tra Miles Davis e Ascensore per il patibolo di Louis Malle è uno di questi. Nel 1957 il trombettista americano entrò in studio a Parigi, guardò le immagini del film scorrere davanti a sé e improvvisò con i suoi musicisti una colonna sonora destinata a diventare leggendaria.
Sabato 19 settembre, alle 20, nella Sala Teatro del LAC, sarà Paolo Fresu, insieme al suo Quintet, a tornare su quel terreno così particolare. Non per riprodurre nota per nota la musica di Davis, ma per riattivare lo stesso processo creativo: guardare il film, ascoltarne il ritmo, lasciarsi guidare dalle immagini e costruire dal vivo una nuova relazione tra suono e racconto.
È proprio questo il cuore del cine-concerto. In origine non esisteva una vera partitura. Malle aveva fornito solo alcuni punti di riferimento, mentre tutto il resto nacque nel momento stesso in cui i musicisti osservavano lo schermo. La musica non illustrava semplicemente le immagini: cresceva insieme a loro, occupandone i silenzi e gli interstizi.
Fresu riparte da quella libertà. “Ritrovare situazioni e colori simili a quelli realizzati da Miles, una relazione mobile tra suono e immagine nella quale rimane determinante l’improvvisazione”, spiega il trombettista sardo.
Il film racconta la vicenda di un uomo rimasto intrappolato nell’ascensore dell’edificio nel quale ha appena commesso un omicidio. Intanto Florence, interpretata da Jeanne Moreau, lo cerca attraversando una Parigi notturna, inquieta e sospesa. È proprio in questi spazi emotivi che la musica di Davis aveva trovato il proprio respiro, diventando quasi una voce ulteriore del film.
Fresu sottolinea come la fedeltà all’originale non significhi imitazione. “Per noi è come copiare un quadro che non c’è, ci sono solo i colori. La scommessa deve essere ricostruire situazioni e colori simili a quelli realizzati da Miles”.
Ad accompagnarlo saranno Tino Tracanna ai sax tenore e soprano, Roberto Cipelli al pianoforte e piano elettrico, Attilio Zanchi al contrabbasso ed Ettore Fioravanti alla batteria.
L’appuntamento si inserisce nel percorso che il LAC dedica ai film-concerto, un progetto già avviato nella scorsa stagione e destinato a proseguire anche con Blade Runner. L’idea è interrogarsi sul rapporto tra due linguaggi che condividono il tempo ma lo trattano in modo diverso: l’immagine cinematografica è fissata una volta per tutte, mentre la musica dal vivo accade ogni volta nel presente, con tutte le variazioni, i rischi e le sorprese dell’esecuzione.
Ed è forse proprio questo a rendere speciale Ascensore per il patibolo al LAC: il film resterà quello di Malle, ma la musica tornerà a nascere davanti al pubblico, ancora una volta diversa.
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