BELLINZONA/LUGANO - Anche in casa socialista la sconfitta elettorale brucia e parecchio. E nel PS, come negli altri partiti usciti con una bocciatura dalla consultazione elettorale, è tempo di autocritica. In prima fila nell'esercizio c'è Raoul Ghisletta, presidente della sezione di Lugano che torna in Gran Consiglio dopo una pausa di quattro anni.Ghisletta, in un'intervista alla Regione non le manda a dire usando parole inequivocabili nella sua analisi: "Dobbiamo smetterla di credere che abbiamo sempre ragione noi. In verità dobbiamo aprirci di più al territorio e a questo proposito c’è senz’altro da imparare. Anche dalla Lega". E detto da uno dei più agguerriti anti-leghisti fa riflettere...Ma per il presidente della sezione di Lugano parte della responsabilità della sconfitta è anche del Consigliere di Stato Manuele Bertoli. Consigliere di Stato che, secondo Ghisletta, pesa su metà del risultato. Il neo deuptato punta in particolare il dito contro il discorso del Pirmo agosto di Bertoli, quando il presidente del Consiglio di Stato disse per la prima volta che sul 9 febbraio bisognava rivotare: "Quel discorso - dice Ghisletta al quotidiano bellinzone - ci ha tirato addosso tre quarti del Canton Ticino. Ci insultavano per strada. Giusto per dire. Poi è chiaro che i problemi sono diversi, ma la comunicazione è senz’altro fra questi. Vogliamo essere i primi della classe su tutto! Dobbiamo invece capire che in primo luogo non siamo il Vangelo, e secondo che su alcune tematiche in realtà non abbiamo risposte alternative".