POLITICA E POTERE
Rocco Cattaneo richiama il gruppo PLR all'unità: "Un appello alla ragione, alla responsabilità e alla discrezione. È stato un pessimo inizio"
Il presidente dopo le esternazioni di Pellanda: "Capisco che qualcuno possa non essere soddisfatto di quanto ottiene quando si forma un nuovo Parlamento. Ma non dobbiamo disperdere il patrimonio di fiducia che abbiamo ottenuto"

BELLINZONA – Quando si forma un nuovo parlamento e ci sono da ripartire posti nelle commissioni e decidere chi lo presiederà è inevitabile che si creino tensioni. E che sul campo rimanga qualche scontento. Giorgio Pellanda, nel suo intervento di oggi, durante l’insediamento del Gran Consiglio, non ha nascosto la sua delusione, anzi, l’ha resa pubblica.

"Sono qui per esprimervi - ha detto - le ragione del mio sconforto per non essere stato scelto dal mio gruppo come futuro presidente del Gran Consiglio. In una nefasta serata di qualche giorno fa, ignaro di strategie poco chiare da parte di alcuni colleghi di gruppo, ho appreso che mi è stato preferito un altro candidato, attraverso una votazione rigorosamente segreta, con la presidenza del partito silente".

Ieri il Mattino è stato facile profeta e non ha perso l’occasione per sparare il titolone a sei colonne – “PLR, notte dei lunghi coltelli in arrivo?” -, perché erano giorni che nell’aria si sentivano lamentele e lagnanze diffuse, e addirittura si ipotizzava che qualcuno avrebbe lanciato di fronte al plenum la candidatura di Pellanda per la futura presidenza.

"Rinuncio - ha spiegato alla fine l’interessato - a dar vita ad una sceneggiata che non giova a nessuno. La popolazione ticinese confrontata con tanti problemi si aspetta ben altro dal Parlamento che non la mia vice presidenza”.

Il presidente del PLR, Rocco Cattaneo, contattato da liberatv, non entra nel merito del discorso del deputato delle Centovalli, al quale per la futura presidenza è stato preferito il bleniese Walter Gianora. Ma lancia un chiaro segnale ai suoi.

“Dopo il buon risultato che abbiamo ottenuto un mese fa dobbiamo lavorare assieme lasciando da parte i rancori. Capisco che qualcuno possa non essere soddisfatto di quanto ottiene quando si forma e si insedia un nuovo Parlamento. Ma a un presidente non possono andar bene questi atteggiamenti. Non diamo un buon esempio a chi ci ha dato il voto e il sostegno e, in generale, a tutti i cittadini. Credo che questo sia stato un pessimo inizio e al gruppo parlamentare rivolgo un forte richiamo alla ragione, alla responsabilità, all’unità e alla discrezione. Altrimenti rischiamo di compromettere il patrimonio di fiducia che abbiamo ottenuto dagli elettori. Bisogna lavorare e non recriminare, e lo dico anche pensando al prossimo importante appuntamento con le urne, quello di ottobre, per le elezioni federali”.

emmebi

 

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