POLITICA E POTERE
Ducry ritira la candidatura agli Stati in via "de-fi-ni-ti-va!": “Deluso. La mia disponibilità ha scatenato la paura di perdere i posti di potere”
Ritiratosi senza se e senza ma, l’ex magistrato commenta il clima creatosi attorno a lui. “Vorrei una politica diversa, ma constato che c’è trasversalità nel conservare con molto astio le posizioni acquisite”

BELLINZONA – Jacques Ducry ritira la sua candidatura agli Stati in via “de-fi-ni-ti-va!”. Lo scandisce così, a chiare lettere, il diretto interessato intervistato da LaRegione – proprio il giornale da cui aveva lanciato la sua disponibilità per le federali –e dopo le dimissioni di Saverio Lurati.

Una dichiarazione fatta con tanta delusione. “Non credevo che la mia disponibilità scatenasse nel Partito socialista così tanta paura, così tanti timori, in alcuni, di perdere il potere”. Per Ducry, indipendente eletto il 19 aprile nelle fila PS con un risultato personale dirompente, le ragioni del malcontento scatenatosi dopo l’annuncio della sua candidatura non sono infatti da ricercarsi nei temi (peraltro in linea, tiene a sottolineare, con le posizioni dei socialisti, area progressista compresa), ma nella “voglia di conservare certi posti di potere”.

Un’idea che era nata per presentare una candidatura unitaria del fronte progressista delle sinistre, avallata dal Comitato cantonale socialista ma foriera di malumori, interpretati, poco dopo, dalla controproposta dell’MpS che aveva avanzato la candidatura di Giuseppe Sergi. “Quella proposta – commenta Ducry – ha rivelato molte cose. Io non escludo che questa uscita dell’MpS sia stata ispirata da qualcuno all’interno del Ps, che ancora oggi non ha digerito la mia elezione in Gran Consiglio e soprattutto che sono stato votato dagli elettori socialisti”.

Vista la situazione, Ducry ha quindi deciso di ritirare la propria candidatura senza se e senza ma, “in via de-fi-ni-ti-va. Punto”. E nelle stilettate lanciate dall’ex magistrato rientra anche lo stesso Comitato cantonale, che aveva espresso la quasi unanimità di fronte al progetto per gli Stati, salvo poi agire ‘dietro le quinte’. Ducry si riferisce a un incontro della direzione del PS di qualche giorno fa in cui “alcune persone hanno manifestato forti perplessità e una vera opposizione, se non addirittura astio, nei confronti della mia candidatura esterna. Questo mi fa molto male! Sono le stesse persone che la settimana prima, in Comitato cantonale, non hanno detto nulla. A parte uno. A che gioco vogliono giocare?”

Ducry arriva quindi a constatare amaramente che “nell’area progressista ci sono persone conservatrici e non alludo alle idee, ma ai posti di potere. E io questo non posso accettarlo”.

La storia insegna quindi che, contrariamente alla volontà espressa dagli elettori con il voto cantonale, i vertici non sono ancora pronti ad allargare gli orizzonti al centro. “Ne prendo atto, ma a questo punto non sono più a disposizione. Resterò in Gran Consiglio col mio statuto di indipendente eletto nella lista Ps. Non di più. Peccato. Mi piacerebbe vedere una politica diversa, ma constato che c’è trasversalità nel conservare con molto astio le posizioni acquisite”.

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