BELLINZONA - "Ho capito che l'attuale direzione del PS non vuole fare nessuna congiunzione. Messaggio ricevuto. Ne prendo atto". È il commento di Sergio Savoia alle condizioni fissate dai vertici dei socialisti in materia di alleanze elettorali per le elezioni federali di ottobre. Condizioni a cui la stampa ha dato ieri ampio risalto. Due sostanzialmente i paletti fissati dal PS ticinese per negoziare con i Verdi espresse dal presidente ad interim Carlo Lepori: la prima è che siano gli ecologisti a sollecitare le congiunzioni; la seconda è una sorta di abiura dei contingenti votati il 9 febbraio. Condizioni evidentemente inaccettabili per il coordinatore dei Verdi e che creano divisioni anche all'interno dello stesso PS. La sezioni di Lugano guidata da Raoul Ghisletta propone infatti una linea decisamente meno impegnativa. In sostanza: ognuno si muova come meglio crede in casa sua ma si collabori e ci si rispetti durante la campagna. Realpolitik dura e pura. "Per fortuna – aggiunge Savoia a questo proposito - all'interno del PS ci sono anche voci ragionevoli. Se in futuro si potrà costruire un'alleanza sui temi strategici (non solo congiunzioni elettoralistiche) saranno le voci ragionevoli che dovranno prevalere soprattutto nell'interesse del Paese e dei suoi cittadini più che delle singole forze politiche. In questo senso mi sembra che la posizione espressa dalla sezione di Lugano sia positiva e produttiva: è da questo tipo di atteggiamento che si può partire per ricostruire. In ogni caso, noi andiamo avanti per la nostra strada. Faremo la nostra lista e la nostra campagna, occupandoci dei temi che stanno a cuore ai cittadini e non di questioni partitiche". Quanto alla seconda condizione del PS, un passo indietro sui contingenti, Savoia è durissimo: "È una condizione ridicola! Cosa dovrei abiurare: il voto popolare? I contingenti sono stati decisi da 7 elettori ticinesi su 10, in che misura Carlo Lepori ritiene di esser più intelligente?". Infine, un'ultima stoccata ai vertici socialisti: "Noi discutiamo con tutti coloro che sono disposti a parlare con noi in maniera paritaria e corretta, non tramite ultimatum a mezzo stampa: così ci si comporta da gentiluomini. Quella della direzione del PS non è un modo serio di fare politica".