Il sindaco Borradori: "Non abbiamo più bisogno di un city manager". Il funzionario presente alla conferenza stampa: "Non ho ottenuto il certificato medico perché c’erano discussioni sul mio ruolo"

LUGANO – Alla conferenza stampa odierna del Municipio di Lugano non si poteva non parlare del divorzio tra la Città e il city manager Mauro De Lorenzi. La notizia anticipata ieri sera da liberatv ha creato un certo imbarazzo in quanto tra le parti, dopo la decisione presa (pare già due settimane fa) all’unanimità dal Municipio di separarsi dal più alto funzionario cittadino, c’era un accordo che prevedeva la comunicazione congiunta della notizia.
Poi però la notizia è uscita, perché era nell’aria, anche se De Lorenzi avrebbe voluto attendere ancora alcune settimane, e a questo punto al Municipio non restava che confermarla, come ha fatto oggi a denti stretti e con qualche funambolismo.
Per evitare che il caso si trasformi in un “Burgarella bis” (ci riferiamo al pasticciaccio della event manager del LAC – a Lugano la parola manager va di gran moda –) occorre misurare le parole. Anche nel caso di De Lorenzi ci sono di mezzo gli avvocati (il funzionario è rappresentato dall’ex giudice Lorenzo Anastasi) e dunque bisogna evitare irritazioni che potrebbero mandare all’aria l’accordo di separazione consensuale.
"Non c'è alcuna conflittualità tra il Municipio e De Lorenzi", ha detto il sindaco Marco Borradori spiegando così la decisione di divorzio: "L’abbiamo presa all'unanimità in quanto il ruolo di city manager non è più a nostro parere necessario. Quel che abbiamo bisogno è un segretario comunale".
Ma anche le lastre di granito di piazza della Riforma sanno che, al di là dei problemi di salute del city manager, noti da tempo, e al di là della riforma dell’amministrazione, all’interno del Municipio c’è chi la decisione di divorzio avrebbe voluto già prenderla molti mesi fa. Per problemi se non di “incompatibilità” tra le parti, quantomeno di “feeling”.
La funzione di City Manager verrà dunque cancellata dall’organico di Lugano e il Municipio aprirà a settimane un concorso per assumere un segretario comunale. Un modo elegante per evitare una separazione litigiosa.
De Lorenzi ha presenziato alla conferenza stampa odierna spiegando le sue motivazioni: "Io stesso non vorrei svolgere quel tipo di funzione, perché non è nel mio DNA”. Il funzionario ha spiegato che le sue precarie condizioni di salute, in particolare un problema agli occhi, al momento non gli consentirebbero comunque di continuare il lavoro: “Sono in malattia per davvero e non ho ottenuto il certificato medico perché c’erano discussioni sul mio ruolo professionale nell’ambito della riforma dell’amministrazione in atto".
Questo fatto, del resto, non lo mette in dubbio nessuno. L’unico problema è che un dipendente in malattia, qualsiasi sia il suo ruolo e grado, non può essere “licenziato”.
De Lorenzi ha poi aggiunto che gli piacerebbe tornare a lavorare per Lugano in un altro ruolo: “Ho dato l'anima per questa città, trascurando la mia salute, e ci sono ancora diversi settori in cui potrei essere utile”. Ma prima devo capire se mi rimetterò in sesto, ha concluso.
Queste sono le versioni ufficiali, che riportiamo, ricordando comunque i fatti: il Municipio ha deciso all’unanimità di interrompere, con i sei mesi di preavviso previsti dal contratto, il rapporto di lavoro con De Lorenzi.
Quest’ultimo è stato informato settimana scorsa prima da una delegazione dell’Esecutivo, presente il sindaco Borradori, e il giorno dopo la decisione gli è stata confermata dall’intero Municipio. Sulla richiesta di De Lorenzi di poter svolgere un nuovo ruolo nell’amministrazione, il Municipio non ha potuto fornire garanzie.
In seguito il city manager ha presentato un certificato medico di inabilità al lavoro al cento per cento. I suoi problemi di salute sono noti da tempo. La parola d’ordine fino a ieri era: il segretario generale è in malattia. Ma oggi il Municipio ha dovuto ammettere il divorzio. Ora non resta che trovare un accordo di “buona uscita” tra le parti, che del resto è già stato abbozzato. Mancano solo le firme.
emmebi