POLITICA E POTERE
Federali, la battaglia entra nel vivo. Regazzi prende a "randellate" Ghisletta: "Da Raoul desolante disinformazione"
Lavoro, sindacati, padronato e misure di accompagnamento: il deputato PPD picchia duro sul candidato socialista. "Invece di cercare visibilità a tutti i costi per legittimare la sua ennesima candidatura, Ghisletta si impegni a trovare soluzioni"
BELLINZONA – Settembre è ormai alle porte e la campagna elettorale per le Federali è pronta ad entrare nel vivo. Qualche antipasto in questi giorni lo abbiamo già avuto e oggi ecco una nuova portata. A servirla il Consigliere Nazionale Fabio Regazzi che rifila una serie di "randellate" a Raoul Ghisletta, candidato socialista per uno scranno al Nazionale. Si parla di lavoro, sindacati, padronato e misure di accompagnamento.Pronti, partenza, via! "Ho letto con stupore - scrive il deputato PPD - l’articolo di Raoul Ghisletta apparso su un quotidiano qualche giorno fa. In sostanza il candidato socialista scrive che a meno di un miracolo elettorale del suo partito, non ci sarà alcun rafforzamento delle misure di accompagnamento all’accordo di libera circolazione delle persone, il tutto per colpa di padronato e partiti di centro–destra. I quali, ammonisce l’articolista, devono sapere che i sindacati e una parte crescente della sinistra non sono più disposti a fare concessioni. Se sul primo punto – l’improbabilità del miracolo elettorale socialista – posso anche concordare (anche grazie alle uscite di Ghisletta), ritengo il resto del testo un mero e desolante atto di disinformazione". "Nella cronologia “ghislettiana” "decisamente parziale e strumentale" - attacca Regazzi - si omette infatti di dire che il congelamento (non il rifiuto) della decisione di rafforzare le misure di accompagnamento è stata decisa a livello nazionale con l’accordo delle parti sociali rappresentate da Valentin Vogt per le PMI e l’Unione degli imprenditori e sull’altro fronte dal senatore socialista Paul Rechsteiner per l’Unione sindacale (non un Carneade, tanto per intenderci, visto che siede in Parlamento da ben 25 anni e in lizza per un nuovo mandato al Consiglio degli Stati). A dirlo non sono solo io, o la Segreteria di Stato dell’economia (SECO), ma lo stesso ministro dell’economia Johann Schneider-Amman. E che i San Tommaso verifichino pure, ad esempio ripescando l’articolo apparso su questo giornale lo scorso 2 aprile. A pesare sulla decisione, come detto condivisa dalle parti sociali, non è certo la volontà di gabbare i lavoratori, ma la necessità di capire quale sarà l’evolversi del dossier post 9 febbraio e di assorbire gli effetti dell’apprezzamento del franco, che sta penalizzando non pochi settori, basti pensare ai recenti dati sulla forte diminuzione delle esportazioni. Si è invece proceduto – giustamente – a un aumento incisivo delle sanzioni, passate da 5'000 a 30'000 CHF. Tolleranza zero per chi abusa, senza però sparare nel mucchio, colpendo anche chi più che problemi crea lavoro, benessere e ricchezza". "Ma – sottolinea Regazzi - non è tutto. Ghisletta si dimentica anche di dire – sarà la canicola o più probabilmente la campagna elettorale – da dove provengono le proposte per il momento congelate. Giova allora ricordarlo: la maggior parte di quelle proposte sono state formulate dal Consiglio di Stato del Canton Ticino (dove siede un solo socialista, per giunta non a capo del dipartimento competente) con il sostegno della Deputazione ticinese alle Camere federali (dove siede un solo socialista) e fatte proprie da un Gruppo di lavoro misto composto da rappresentanti di Confederazione, Cantoni e parti sociali, dove sono presenti gli stessi sindacati, accanto al padronato. Anche questo può essere verificato dai San Tommaso, rileggendo il Comunicato stampa del Dipartimento finanze ed economia dello scorso primo aprile – e non è uno scherzo – dove si ribadiscono gli sforzi fatti, cito, “grazie alla preziosa collaborazione con la Deputazione ticinese alle Camere”, per proporre misure concrete ed efficaci per contrastare gli effetti perversi della libera circolazione delle persone. Legittimo che Ghisletta, di quella Deputazione, ambisca a farne parte, ma si astenga dal denigrare il lavoro di quella attuale". "Invece di cercare visibilità a tutti i costi per legittimare la sua ennesima candidatura – termina sferzante il Consigliere Nazionale - Raoul Ghisletta si impegni piuttosto, come fa chi scrive insieme a tanti altri, a sensibilizzare le istanze bernesi sui problemi del Ticino Va bene gridare alla luna, ma in questo momento abbiamo bisogno di trovare soluzioni praticabili e possibilmente condivise".
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