Lo rivelano i dati dello studio voluto da Zali. E mentre proprio oggi l’UST rivela che il numero di frontalieri ha toccato un nuovo record, l’UDC le canta a Berna e Bellinzona e sollecita il voto su “Prima i nostri”

BELLINZONA – I frontalieri, hanno reso noto i dato emanati dall’Ufficio federale di statistica (UST) in mattinata, hanno toccato in Ticino un nuovo record assoluto: nel secondo trimestre del 2015 erano 62.555 i lavoratori provenienti da oltre confine, con una progressione dello 1,3% rispetto ai tre mesi precedenti e un aumento dello 0,2% nel confronto con lo stesso periodo dell'anno scorso. Un dato che l’UDC non ha mancato di commentare, ribadendo l’importanza dell’andare presto al voto su “prima i nostri” (vedi in coda all’articolo).
E sempre oggi, pubblicato il documento sul traffico transfrontaliero, il dipartimento del Territorio fornisce una sintesi dello studio ai valichi voluto dal ministro Claudio Zali. Una otto giornate di interviste che ha condotto a una sorta di identikit dei frontalieri, fotografandone le abitudini di spostamento (il documento completo è consultabile all’indirizzo www.ti.ch/conteggi, nella rubrica “Rilevamento 2014 – Traffico transfrontaliero”)
L’indagine, ricorda nella propria nota il DT, era suddivisa in due fasi e prevedeva: la misurazione del volume di traffico in entrata e la realizzazione di un’inchiesta faccia a faccia, la quale ha coinvolto 9'418 automobilisti.
Il rilevamento ha permesso di monitorare i flussi in ingresso alle ore di punta, allo scopo di contribuire alla ricerca di possibili misure atte a contenere il traffico veicolare alle frontiere con l’Italia e lungo i principali assi di penetrazione. Dai dati raccolti emerge in particolare che il 91% dei veicoli in entrata in Ticino tra le 6.00 e le 9.00 è immatricolato in Italia, che sull’88% di questi veicoli che entrano nei valichi del Mendrisiotto vi è il solo conducente, e che l’84% degli intervistati dispone di un parcheggio riservato e gratuito a destinazione.
Conteggio del volume in ingresso ai valichi di confine
I veicoli che hanno valicato i confini durante le quattro fasce orarie prese in considerazione (6.00 - 9.00, 10.00 – 12.00, 13.00 - 15.00 e 16.00 - 18.00) sono stati 62'564.
Nella fascia oraria 6.00-9.00, sono entrati in Ticino 3,2 veicoli al secondo.
Il dato è quindi solamente parziale, visto in particolare che l’afflusso di veicoli inizia ben prima delle 6.00. Il 91% dei veicoli in entrata in Ticino tra le 6.00 e le 9.00 è immatricolato in Italia.
Scopo del viaggio
Nelle otto giornate d’inchiesta sono state raccolte 9'418 interviste. Il 50 % degli intervistati si spostava per recarsi al lavoro, il 20% per acquisti, il 17% per tempo libero e il restante 13% si ripartiva tra viaggio di lavoro, servizi, formazione, visita medica o altri scopi. Tra le 6.00 e le 9.00 i pendolari per lavoro erano l’83%.
Grado di occupazione del veicolo
Il grado di occupazione dei veicoli di lavoratori pendolari è di 1.14. Lo scopo di spostamento che registra il grado di occupazione più alto è il tempo libero (1.53).
Origini
Le origini degli spostamenti si trovano principalmente nelle province italiane di Varese (43%) e Como (40%), seguite dalla provincia di Verbania (7%) e Milano (5%).
Parcheggio
Alla domanda, posta solo ai pendolari (lavoro o formazione), relativa alla disponibilità di un parcheggio riservato alla destinazione, solo il 2% degli intervistati ha risposto di non averlo.
L’84% degli intervistati ha invece dichiarato di avere un parcheggio riservato e gratuito a destinazione. Il estante 14% ha un parcheggio riservato a pagamento (solo circa nell’1% dei casi si tratta di un Park and Ride (P+R).
Suddividendo le risposte per zona di destinazione, si nota come a Stabio il tasso di parcheggi gratuiti raggiunge il 97%, mentre a Mendrisio San Martino, Rancate/Ligornetto, Genestrerio/Novazzano e sul Pian Scairolo questo valore supera comunque il 90%, nel comparto Chiasso Pian Faloppia esso si attesta al 79% e nelle zone di Lugano città e Locarno è inferi ore al 70%
Nuovo record di frontalieri, l’UDC: “Situazione surreale”
Il tempo di digerire - si fa per dire - le eccentriche dichiarazioni del Consigliere federale Didier Burkhalter sui tempi di applicazione dell’iniziativa UDC contro l’immigrazione di massa, ed ecco un nuovo sconcio: i frontalieri, in Ticino, sono diventati 62.555, facendo registrare un nuovo aumento dell’1,3% rispetto ai tre mesi precedenti.
Dal momento che a Berna si cincischia, a Bellinzona ci si trastulla e l’allegra compagnia crede che i problemi legati ai frontalieri, agli stranieri, al dumping salariale e al mondo del lavoro si risolvano da soli, l’UDC ricorda che il Ticino è in attesa di votare sull’Iniziativa “Prima i nostri”, declinazione ticinese dell’iniziativa votata il 9 febbraio 2014.
Forse qualcuno crede che 6 2 5 5 5 siano numeri da giocare al lotto. Così non è. Rappresentano lo specchio di una situazione surreale, che peggiora di mese in mese, e di fronte alla quale irresponsabili e persone in malafede si consolano citando dati – falsi - sui senza lavoro. Falsi perché non prendono mai in considerazione le persone che sono costrette a ricorrere all’assistenza sociale.
Noi siamo convinti che “Prima i nostri” sia in grado di migliorare sensibilmente la situazione. Non sarà forse la panacea per ogni male, ma su un particolare non possiamo transigere: i cittadini hanno il diritto di esprimersi e, dunque, di andare al voto.
Non permetteremo che si rimandi alle calende greche, sperando che eventi esterni neutralizzino gli strumenti messi a punto dall’iniziativa dell’UDC Ticino. Non è solo una questione di democrazia diretta, bensì di decenza.