POLITICA E POTERE
Ghiggia: "Io, la politica, la Lega... Ecco tutto quello che penso e cosa farò se verrò eletto in Senato. Il mio avversario tra Abate e Lombardi? Entrambi"
Il candidato leghista agli Stati: "Penso di avere delle chance concrete di farcela. So che sarà una battaglia durissima. Ma le battaglie, per vincerle, bisogna combatterle"

LUGANO - Battista Ghiggia, in due parole chi è: classe 1963, vive a Comano, avvocato e notaio, candidato per la Lega al Consiglio degli Stati, con il chiaro sostegno dell’UDC. La sua passione è la montagna. Grande tifoso del Lugano calcio, ama in generale tutto ciò che è sport.
 
Forse per la prima volta dai tempi di Giorgio Morniroli, che a sorpresa venne eletto al Consiglio degli Stati nel 1991, la Lega presenta per il Senato un candidato non soltanto “di bandiera”. E il primo a crederci è lui…
 
Senta, Ghiggia, ma chi gliel’ha fatto fare di mettersi in gioco sfidando i due senatori uscenti, Fabio Abate e Filippo Lombardi?
 
“Non me l’ha fatto fare nessuno perché non ho padroni. Sono sceso in campo perché la Svizzera sta vivendo un momento difficile, sottoposta com’è alle pressioni internazionali, e per una persona come me, sensibile alla difesa della piazza finanziaria, del segreto bancario, del federalismo, dell’indipendenza e della democrazia diretta, questa situazione è inaccettabile. Sono sempre stato un uomo di destra e credo che la destra debba difendere compatta le proprie posizioni. Ho idee molto chiare su questi temi. Idee che oggi, a mio parere, non sono sufficientemente rappresentate a Berna dai due senatori ticinesi”. 
 
Tra Abate e Lombardi, chi è il suo principale avversario?
 
“Lo sono entrambi. Non metto né sull’uno né sull’altro un ‘accento di sfida’ in più. Per due motivi. Primo: sono entrambi uscenti. Secondo: sono entrambi piuttosto lontani dalle posizioni che a me stanno a cuore. In particolare sulla difesa dei nostri valori e sul fermo contrasto all’arroganza dell’Unione Europea, dell’Italia e degli Stati Uniti… Credo proprio che non ci siamo, nonostante alcune recenti ‘folgorazioni sulla via di Damasco’ che hanno il sapore di ‘endorsement’ elettorali. Anche in tema di immigrazione, sia Lombardi sia Abate hanno votato una legge sull’asilo inadeguata ad affrontare l’emergenza profughi con cui sempre più saremo confrontati. Ma pure sul segreto bancario penso di essere profilato in modo diverso rispetto ai due uscenti.Sono solo alcuni esempi. Potrei citarne altri…”.
 
E lei ci crede davvero…
 
“Guardi, penso di avere delle chance concrete di farcela. So che sarà una battaglia durissima. Ma le battaglie, per vincerle, bisogna combatterle, e io combatterò fino in fondo, forte anche del sostegno che sento sempre di più ogni giorno tra la gente che incontro per strada, che mi scrive o mi telefona”.
 
Se venisse eletto che farebbe?
 
“È scontato dire che non voterei la signora Widmer-Schlumpf per il Consiglio federale. È talmente ovvio… Il mio impegno nei confronti dei ticinesi è molto semplice: farò a Berna tutto quello che sto dicendo e che dirò nel corso della campagna elettorale. A differenza di ciò che pensano molti politici gli elettori hanno una buona memoria e io mi impegno a rispettarla. Niente proclami elettorali, quindi: le mie idee saranno la mia linea politica. E chi mi conosce sa che sarà così”.
 
Ma in concreto?
 
“Priorità uno: negoziare degli accordi internazionali favorevoli alla Svizzera e al Ticino, in particolare: concretizzare il 9 febbraio. Se non si riuscirà a farlo, meglio nessun accordo, anche a costo di abbandonare la via bilaterale. È ancora tutto da dimostrare che il bilancio degli accordi bilaterali sia positivo per il nostro Paese. Se guardiamo solo il nostro bilancio di import-export con la Germania, siamo noi che importiamo di più da loro. I bilaterali per la Svizzera hanno un costo economico, occupazionale e sociale importante, e sono convinto che su diversi fronti il saldo sia negativo”.
 
Priorità due?
 
“Denunciare i trattati di Schengen e Dublino per trovare accordi più favorevoli al nostro Paese. Torno sulla revisione della legge sull’asilo: velocizzare le procedure di esame delle domande non risolverà il problema, perché se le entrate di rifugiati continueranno ad aumentare in modo esponenziale, com’è da prevedere, non saremo comunque in grado di gestirle. Ci vuole una politica più severa”.
 
Quando si parla di rifugiati, soprattutto in questo momento di emergenza e di tragedie che si susseguono tra terra e mare, c’è il rischio – se non si è chiari – di essere bollati come xenofobi.
 
“Ecco, allora chiarisco: non sono assolutamente xenofobo. Credo che la Svizzera debba fare la sua parte, in termini equi, come gli altri paesi europei nella politica di accoglienza di chi fugge da guerre e massacri. Ma sono altrettanto chiaro sui “falsi asilanti”. Questi vanno assolutamente fermati e respinti. Se parliamo di profughi siriani sono il primo a sostenere la politica umanitaria, ma con i ‘rifugiati economici’ ci vuole tolleranza zero, in quanto per queste persone non c’è lavoro ed è perfettamente inutile, oltre che controproducente spingere tutti questi disperati verso Paesi dove c’è una disoccupazione giovanile molto alta. Questi fenomeni creano una destabilizzazione sociale che va evitata”. 
 
Mi dica ancora una sua priorità politica…
 
“Adeguare l’esercito alle minacce attuali - tra le quali c’è a mio avviso il terrorismo -, investendo tutto quanto è necessario in nuove tecnologie e in intelligence. Secondo me non siamo pronti, abbiamo una struttura militare ancora troppo ‘convenzionale’: dobbiamo quindi elaborare un progetto al passo con i tempi. Se ancora il terrorismo non ci ha colpiti non dobbiamo aspettare un attentato per reagire a una minaccia che tocca l’intero Occidente”.
 
Cosa pensa di Sergio Savoia, anche lui candidato agli Stati? Ipotizzerebbe un ticket con lui?
 
“Personalmente non lo conosco, l’ho seguito nei dibattiti e lo ritengo molto abile e capace. Su alcuni temi, come i rapporti con l’Unione Europea e i bilaterali, ha posizioni molto vicine alle mie, e mi fa piacere che anche da sinistra - ma non penso solo a Savoia -, ci sia una nuova sensibilità su questi fronti. Speriamo però che questa nuova sensibilità della sinistra non sia un fuoco di paglia. Comunque per rispondere alla sua domanda non credo nei ticket”.
 
Ieri la ministra Widmer-Schlumpf è tornata in Ticino. Deluso da quel che ha letto nelle cronache?
 
“Più che deluso, sono incredulo. Incredulo di fronte alle fallimentari strategie di gestione dell’accordo con l’Italia messe in atto dal Consiglio federale. È da due anni che la signora Widmer-Schlumpf dice che l’accordo è imminente. Ma non ha trovato niente di meglio, ieri, che venire a Bellinzona a far pressione su Norman Gobbi perché revochi la misura sui certificati penali per dimoranti e frontalieri. Questo dimostra la totale incapacità della nostra diplomazia nel negoziare un accordo internazionale, in quanto se l’Italia giustifica la melina che sta facendo con il fatto che la Svizzera non rispetta il diritto europeo (è sono scuse belle e buone!) il Consiglio federale e la nostra diplomazia dovrebbero far presente a Roma che se c’è un Paese che non rispetta il diritto europeo è proprio l’Italia – penso per esempio a trattato di Dublino -. Quindi spero che il Consiglio di Stato non arretri di un solo millimetro: fare un passo indietro sarebbe darla ancora una volta vinta all’Italia senza aver portato a casa nulla”.
 
Ghiggia, lei ha avuto, in passato, una breve esperienza politica. Poi più nulla fino ad oggi. Come mai?
 
“Sono stato in Consiglio comunale a Lugano dal 1992 al ‘96 nelle file del PPD. Da allora in effetti, non ho più fatto politica. Ma erano anni in cui dovevo dare priorità al mio studio legale e poi, sa, nel PPD certe idee come le mie non erano particolarmente gradite nemmeno allora. Successivamente il PPD si è spostato sempre più su posizioni molto distanti dalle mie, ha contribuito in modo decisivo all’elezione della Signora Widmer Schlumpf in Consiglio federale, le sue posizioni in materia di rapporti con l’Europa e asilo, solo per citarne alcune, sono lontanissime dalle mie”.

Marco Bazzi

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

BANCASTATO

BancaStato mantiene la rotta: utile stabile a 47,6 milioni

27 AGOSTO 2026
LETTURE

Neutralità svizzera, un libro per capire come siamo arrivati fin qui

27 AGOSTO 2026
SINDACATO E SOCIETÀ

Matteo Bellini: "Jack Frusciante non è uscito dal sindacato (perché iscriversi a OCST)"

23 AGOSTO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Dieci voci dal mondo per aprire la stagione musicale del LAC

20 AGOSTO 2026
BANCASTATO

BancaStato, la pianificazione patrimoniale come bussola per le scelte di vita

18 AGOSTO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Il Pardo ruggisce in rumeno. Ecco tutti i film premiati. Giona Nazzaro: “Un palmarès vitale"

15 AGOSTO 2026
LiberaTV+

CRONACA

La donna annegata a Melide aveva denunciato un’aggressione una decina di giorni fa

19 AGOSTO 2026
SECONDO ME

Piergiuseppe Vescovi: "Torniamo ad essere la Lega!"

16 AGOSTO 2026
SECONDO ME

Niccolò Salvioni sul caso Zali: "Tre verifiche, tre organi, tre rimedi"

20 AGOSTO 2026