POLITICA E POTERE
Federali, MontagnaViva dalla quota per valli e pianura: presentato il programma, l’attenzione resta sulla periferia, “che è il futuro del nostro Cantone”
Fra i temi quelli cari alle popolazioni di montagna, ma non il frontalierato perché: “l’atteggiamento di troppi politici di affibbiare colpe a queste persone è un depistaggio dell’opinione pubblica e un imbroglio politico non degno di un paese democratico

BOSCO GURIN – Sono state presentati ieri, alla Capanna Grossalp, la lista e il programma per le federali di ottobre di MontagnaViva. Un programma, punzecchia Mattei nell’inviarlo ai media, “che è tanto piaciuto al PPD!”

La lista numero 10 è quindi composta, per il Nazionale, da Alda Fogliani, Sergio "Seo" Arigoni, Lorenza Lorenzetti, Kevin Pidò, Roberto Luraschi, Mauro Magginetti, Christian Zaninelli e Germano Mattei che è anche il candidato per gli Stati. Candidati, sottolinea il movimento, “che rappresentano gli ambiti storici di MontagnaViva”.

Fra i temi al centro del programma di MontagnaViva ci sono ovviamente quelli cari alle popolazioni di montagna perché, ribadiscono, “il Ticino ha bisogno di persone attive e residenti sul suo territorio, specialmente in quell’oltre 80% di area marginale e di montagna, che è e sarà il futuro del nostro Cantone”.

I temi ‘montanari’ riguardano quindi: la creazione di nuovi posti di lavoro nelle zone periferiche; il rilancio della politica di sostegno dell’abitazione primaria nelle zone di periferia e marginali; quale premessa per l’insediamento di giovani famigli; la risoluzione della “questione rustici”; l’arrivo di AlpTransit e la possibilità di un futuro Piano di Magadino quale centro metropolitano di servizio ai trasporti in tutto il cantone; il sostegno all’agricoltura di montagna e lo sviluppo di azioni concrete per la protezione attiva dei settori minacciati dalla presenza e diffusione nel territorio dei Grandi predatori; la promozioni di azioni e iniziative a favore del turismo di montagna.

Nel programma non trova posto una delle grandi tematiche che tengono banco in Ticino, quella del frontalierato.  Una scelta, spiega il MontagnaViva, motivata da una questione di fondo: “Questi vengono in Ticino poiché qualcuno dal nostro interno li chiama e in tanti casi li sfrutta. L’atteggiamento di troppi politici di affibbiare colpe a queste persone è un depistaggio dell’opinione pubblica e un imbroglio politico non degno di un paese democratico. Il problema va risolto all’interno del Cantone, in primis con un orientamento dei giovani e di riqualificazione professionale, mirato alle vere necessità occupazionali offerte e necessarie al nostro territorio”.

Infine, per quanto riguarda l’immigrazione e l’asilo, scrive MontagnaViva, “riteniamo che in una terra da sempre toccata dalla migrazione dovrebbe essere insita la cultura della comprensione reciproca e dell’accoglienza: senza tante remore, senza i famosi sì e ma…! Preoccupante per MontagnaViva il costatare che a una sua interrogazione parlamentare del 22 giugno u.s. “umanità e ospitare utilmente gli asilanti” non è ancora stato dato alcun seguito. Non tanto come risposta cartacea, ma come seguito pratico alle proposte ventilate di riapertura dei centri di accoglienza nelle Valli e di creare occupazione in lavori di pubblica utilità, nella riqualifica del territorio, per esempio. Alle azioni concrete in questo Cantone si preferiscono le polemiche tematiche tra singoli individui e i bla, bla di turno!”

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