LUGANO - Bocciatura secca, con aggettivi pesantissimi "demenziale, ridicolo, una pasticciata sovrana". Per Giorgio Giudici l'arredo urbano di Lugano "è più che osceno". L'ex sindaco si è espresso in questi termini, sostanzialmente spianano con un trax di parole il progetto che tanto sta facendo discutere, dalle colonne del Corriere del Ticino. Il quotidiano di Muzzano sta infatti dedicando un'accurata inchiesta all'arredo urbano cittadino intervistando diverse personalità di spicco di Lugano."Si sta ritrasformando - ha aggiunto Giudici - la città in paese. Se questo è l'obiettivo del Municipio di Lugano, vabbè... Penso che i cittadini un giorno o l'altro reclameranno. Io ho creato il disegno urbano attraverso le pavimentazioni, i viali alberati, il polo culturale, mentre ora si sta squalificando tutto con cose che la maggior parte della gente, alla fine, si chiede quale finalità abbiano. Per investire dei soldi e fare questo, tanto valeva lasciare le cose com'erano, con tutto il rispetto per chi ha promosso il progetto. Sarebbe più coraggioso farla sparire del tutto". "Noi - conclude Giudici il suo intervento sul CdT - le piazze e le strade le abbiamo disegnate, concepite con una logica, mentre qui ogni volta si aggiunge un pezzo che non si capisce a cosa serve. In via della Posta avevamo previsto di mettere un'alberatura, non i cassoni come hanno fatto adesso. Di questo passo, come ha detto qualcuno, metteranno anche i nanetti".