POLITICA E POTERE
Marco Chiesa: "È un sogno che diventa realtà. È tutto il giorno che mi tremano le gambe... Con Rusconi nessuna animosità. Ma non ho nulla da dirgli"
Il neo consigliere nazionale UDC, che ha battuto l'uscente Pierre Rusconi, lascerà il Gran Consiglio. Al suo posto entrerà Tiziano Galeazzi

LUGANO - “È un sogno che diventa realtà…”. Una frase lapidaria che racchiude tutta la sua felicità. Una felicità che Marco Chiesa (nella foto con Oskar Freisinger) riesce a stento a contenere, ma che indovini - straripante e incontenibile - nel fremito emozionato della sua voce. E nelle parole che seguono: “È tutto il giorno che mi tremano le gambe e vorrei poter ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto…”.

Poche volte nella storia della politica accade che un candidato uscente venga disarcionato, se non le ha combinate grosse, o se il suo partito non perde un seggio.
Oggi è accaduto: Marco Chiesa ha battuto per quasi 700 voti Pierre Rusconi, consigliere nazionale, ex presidente, per anni deputato in Gran Consiglio… un’icona, un “Manitou” dell’UDC ticinese.

Prima però una notizia: Chiesa lascerà il Gran Consiglio e al suo posto entrerà il subentrante, Tiziano Galeazzi.
Andiamo avanti.

Il neo consigliere nazionale ribobina il film della sua carriera: “Inizi a far politica, scegli l’UDC, e sai già che il posto migliore a cui potrai aspirare è il Consiglio nazionale, dove il partito ha un peso fondamentale, dove hai davvero la possibilità di influire sulle scelte che contano. Attenzione: non sto dicendo che mi dimenticherò del Ticino. All’UDC nazionale interessa molto quel che succede da noi: il nostro cantone è un laboratorio dei problemi che presto toccheranno tutta la Svizzera”.

Ora bisogna preparare la valigia, scegliere un albergo in cui stare, organizzare la futura vita bernese… Ma non si può non pensare a chi invece la valigia dovrà disfarla. Con Rusconi, Chiesa ha avuto screzi, anche duri, nelle ultime settimane. L’ultimo è stato sulla caccia, quando il consigliere nazionale ha sparato nel mucchio dei cacciatori e Chiesa li ha difesi.

Ma il neoeletto assicura: “Nei confronti di Pierre non ho alcuna animosità, non è nel mio carattere”.
Però, alla domanda: “Cosa vorrebbe dirgli oggi?” risponde: “Non ho nulla da dirgli”.

La polemica sulla caccia è stata ‘galeotta’ nel confronto elettorale tra i due? Nel senso: ha contribuito a far perdere consensi a Rusconi e farne guadagnare a Chiesa? Chissà…
“Abbiamo posizioni diverse sulla questione e abbiamo cerato di sostenerle con le nostre argomentazioni – taglia corto Chiesa -. Per me, però, la caccia non era un volano elettorale. Per la mia famiglia è sempre stata una passione”.

Prossimamente Chiesa farà festa: “Voglio organizzare un piccolo aperitivo per stringere la mano alle persone che hanno reso possibile questo sogno”. 

emmebi

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