Dopo l'annuncio della ministra scatta l'ora dei commenti. Regazzi: "Torniamo alla formula magica". Abate: "Chi saranno i veri candidati? Io una mezza idea ce l'avrei...". Romano: "Scelta responsabile e giusta". La Lega: "Lei va ma i danni restano"

BELLINZONA/BERNA - Reazioni come se piovesse. Come è normale in questi casi. Soprattutto in Ticino dove Eveline Widmer Schlumpf non era solo una Consigliera Federale. La ministra delle finanze nel nostro Cantone è diventata infatti un tema centrale della campagna elettorale. Con la stragrande maggioranza degli uscenti e dei candidati "costretti" ad assicurare, e a ribadire, che loro no, non l'avrebbero mai votata sei avesse voluto restare in Governo. Ora il problema non si pone più. Di seguito vi proponiamo una carrellata di reazioni di partiti e politici alla decisione di Widmer Schlumpf.
La Lega: "Widmer Schlumpf parte; ma i danni restano"
"La Lega dei Ticinesi prende atto con soddisfazione della decisione della ministra del 5% - dal 18 ottobre: del 4% - Eveline Widmer Schlumpf di rinunciare a sollecitare un nuovo mandato in Consiglio federale. Del resto, alla luce dei risultati dell’ultimo fine settimana elettorale, per la (quasi ex) ministra delle Finanze non c’era altra strada percorribile.
Widmer Schlumpf parte, ma i danni da lei fatti, durante i suoi otto anni di permanenza in carica, alla Svizzera in generale ed al Ticino in particolare, restano: si tratta infatti di danni permanenti. Pensiamo in particolare alla distruzione della privacy bancaria, smantellata senza ottenere alcuna contropartita, e alle fallimentari trattative con l’Italia. Se chi ha governato la Svizzera in passato avesse tenuto lo stesso atteggiamento disfattista di Widmer Schlumpf, il nostro Paese avrebbe cessato di esistere da un pezzo. Si spera che la partenza della ministra del 4% permetta almeno di salvare il segreto bancario dei cittadini elvetici.
E’ poi evidente che il seggio liberato da Widmer Schlumpf spetta, senza alcuna discussione, ad un secondo rappresentante dell’UDC. I cittadini elvetici, che lo scorso 18 ottobre hanno espresso un voto chiarissimo, meritano di avere un governo federale la cui composizione rispetti il più possibile la forza elettorale dei partiti che vi sono rappresentati. Se il paese elegge a destra, non ci può essere un governo che pende a sinistra, come finora accaduto anche a causa della presenza - scandalosa dal profilo democratico e perniciosa da quello operativo - di Eveline Widmer Schlumpf".
Fabio Regazzi (Consigliere Nazionale PPD): "Torniamo alla formula magica"
Al di là delle opinioni che si possono avere, era oggettivamente difficile sostenere che una rappresentate di un partito con nemmeno il 5% potesse ricoprire un seggio in Consiglio federale. Con la decisione di oggi, torniamo alla formula magica: vi è solo da sperare che adesso l'UDC giochi bene le sue carte presentando dei candidati validi.
Fabio Abate (Consigliere agli Stati PLR): "Avrei una mezza idea..."
Abate Come previsto già all'inizio dell'estate, il problema WS si è risolto prima della sessione invernale 2015 delle Camere, ossia la prima della legislatura, durante la quale si elegge il nuovo Consiglio federale. Chi saranno i veri candidati ? I nomi dei politici già menzionati, pronti per servizi fotografici sull'arredamento di casa, sulle vacanze invernali e sui piatti preferiti cucinati dalle consorti ? Oppure quelli che hanno capito che le volate non si vincono, scattando a quattro km dal traguardo ? Oppure ancora profili che addirittura non sono del partito di maggioranza relativa che ha diritto a due seggi...? Avrei una mezza idea...
Marco Romano (Consigliere Nazionale PPD): "Scelta responsabile e giusta"
"EWS lascia il Consiglio federale, scelta responsabile e giusta. Personalità politica con carattere e conoscenza dei dossier, su taluni temi ha dato molto, penso alle guardie di confine, su altri è stata troppo passiva e poco politica, penso ai rapporti con l'Italia. La sua presenza in CF non si legittimava più e creava un'inaccettabile squilibrio e forte tensione. Ora il 9 dicembre sono pronto a sostenere un nuovo UDC che prenda il secondo posto accanto a Maurer. Spero in una candidatura forte, competente, non dei soliti Cantoni (romando o grigionese?), con ampie conoscenze linguistiche (l'italiano sarebbe un plusvalore) e capace di lavorare in squadra nel rispetto della concordanza del nostro sistema governativo. Ci aspettano settimane interessanti?"
Piero Marchesi (vicepresidente UDC): "Festa nazionale!"
Sergio Savoia (candidato Consiglio degli Stati): "Meglio tardi che mai"
"L'addio di #ziaEVelyne: meglio tardi che mai"