Si autodefinisce “uno dei più grandi operatori in Europa del mondo dei viaggi”, ma non rientra nella categoria delle agenzie. Per i due deputati è ora di chiarire la sua natura e dire se debba sottostare o meno al nuovo contratto normale

BELLINZONA – Bavofly: agenzia di viaggi sì o no? A chiedere che si risponda finalmente a questa domanda, e che a farlo sia lo stesso Governo, sono i due deputati PPD Giorgio Fonio e Lorenzo Jelmini.
Come ricordano i due granconsiglieri nel testo della loro interrogazione odierna, l’ispettorato del lavoro, su incarico della Commissione tripartita, ha sottoposto a verifica il ramo delle agenzie di viaggio. Essendo stata riscontrata una situazione di dumping salariale, la Commissione stessa ha chiesto e ottenuto dal Consiglio di Stato l’emanazione di un contratto normale di lavoro che entrerà in vigore dall’inizio del prossimo anno.
Come riportato oggi (vedi suggeriti), dall’indagine dell’Ispettorato è emersa anche la posizione anomala della Bravofly di Chiasso, parimenti sottoposta a verifica nell’ambito dell’ispezione sulle agenzie di viaggio. Si può tra l’altro leggere che “l’azienda occupa 276 dipendenti di cui il 67.8 % con un salario ampiamente inferiore ai salari di riferimento utilizzati”.
Come si sa però, l’azienda non sarebbe toccata dal contratto normale poiché, diversamente dai criteri che hanno guidato l’Ispettorato nell’attuazione dell’indagine salariale, non rientrerebbe nella categoria delle agenzie di viaggio.
Cosa che, commentano quindi i due deputati, “non manca di sollevare interrogativi e di suffragare una opportuna chiarificazione soprattutto alla luce della descrizione che figura nel relativo sito internet. L’azienda si definisce “uno dei più grandi operatori in Europa del mondo dei viaggi”. Per obiettivi di trasparenza e per considerazioni di equità di trattamento, appare perciò opportuno chiarire la natura di Bravofly in modo da definire con precisione, anche in considerazione della sua importanza dal profilo economico e occupazionale, se è tenuta o meno a rispettare il nuovo contratto normale”.
Fonio e Jelmini chiedono quindi al Consiglio di Stato: “se la Bravofly è considerata agenzia di viaggio ai fini dell’applicazione del contratto normale di lavoro” e, in caso contrario, “quali sono i motivi e le considerazioni a fondamento di una diversa catalogazione dell’azienda”.