POLITICA E POTERE
I Verdi svizzeri: non voteremo nessun UDC per il Consiglio Federale. Savoia: "Decisione sconcertante"
Ma il candidato agli Stati getta lo sguardo anche sui Verdi ticinesi: "Chi aspira al coordinamento deve dire chiaramente se intende rispettare il programma con cui ci siamo presentati agli elettori oppure se sta incubando il ribaltone"
BERNA - C'è un partito che dice "no". L'unico finora ad opporsi apertamente al secondo seggio UDC in Consiglio Federale dopo l'addio di Eveline Widmer Schlumpf. Si tratta dei Verdi svizzeri. La posizione è stata annunciata oggi a Berna nel corso dell'assemblea del partito ecologista, riunitasi per la prima volta dopo la sconfitta alle elezioni.La co-coordinatrice Regula Rytz ha usato parole inequivocabili: i Verdi, in occasione dell'elezione del Consiglio federale di dicembre, non voteranno nessun candidato UDC. Rytz è al contempo tornata a spronare i partiti di centro invitandoli a presentare una loro candidatura. Una posizione, quella emersa oggi dai Verdi svizzeri, fortemente contestata dall'ex coordinatore degli ecologisti ticinesi, attualmente in corsa al ballottaggio per un posto in Senato: "Se fossi eletto al Consiglio degli Stati, e partecipassi quindi all'elezione del Consiglio Federale - dichiara Sergio Savoia - sosterrei il secondo UDC in Governo. Una scelta così ovvia, dopo il risultato delle elezioni, che in Ticino nessuno dei candidati agli Stati la mette in discussione. L'UDC non mi piace. Ma amo la democrazia e le nostre istituzioni. La maggioranza degli elettori ha deciso di premiare i democentristi, ormai saldamente primo partito del Paese. Questa decisione va rispettata e le va dato seguito. Se il primo partito fosse stato un altro, magari i Verdi, avrei trovato scandaloso che una forza politica avversaria combattesse il nostro diritto di avere due seggi in Consiglio Federale"."La decisione annunciata oggi dai vertici del partito nazionale - prosegue l'ex coordinatore - mi sconcerta. Temo sia la spia di un atteggiamento da cattivi perdenti: in campagna si chiede il voto ai cittadini; poi, se si perdono le elezioni si reagisce con questo tipo di dichiarazioni o, peggio ancora, con oscure manovre di Palazzo. Non è una novità, purtroppo, Regula Ritz, una delle co-presidenti, è nel comitato pro-bilaterali in compagnia di diversi esponenti borghesi. Comitato tra parentesi sostenuto dal miliardario Hansjörg Wyss, domiciliato negli Stati Uniti. Anche in questo caso c'è la stessa enorme difficoltà nell'accettare il risultato delle urne""Quanto accaduto oggi, tuttavia - argomenta ancora Savoia - apre la possibilità di un chiarimento politico anche all'interno dei Verdi ticinesi. Chi aspira al coordinamento deve dire chiaramente se intende rispettare il programma di legislatura con cui ci siamo presentati e sulla base del quale abbiamo eletto sei deputati. Oppure se sta incubando il ribaltone, ignorando l'impegno preso con gli elettori. È ora di scegliere ed essere finalmente trasparenti.”."Per concludere – termina il candidato agli Stati – se fossi eletto sosterrei la candidatura di Norman Gobbi. Ma voterei qualsiasi esponente ticinese con le carte in regola: da Marina Carobbio a Filippo Lombardi. Questa opportunità è troppo importante per il Ticino, lo dice anche il candidato PS Roberto Malacrida (Millevoci, RSI, ieri mattina). Dopo 16 anni è vitale mettere nella stanza dei bottoni qualcuno che sappia rappresentare le nostre preoccupazioni e la nostra sensibilità. Ne trarrebbe beneficio il nostro Cantone ma anche l'intera Confederazione. Con Gobbi non sono d'accordo su molte cose (dal raddoppio del Gottardo alla politica del pugno di ferro sull'immigrazione, all’approccio ‘militare’ alla sicurezza). Ma su altri dossier fondamentali (come i rapporti con l'Italia, l'applicazione del 9 febbraio e più in generale tutta la questione dell'integrazione europea) siamo in sintonia e gli riconosco di essere capace di resistere alle pressioni. Il candidato ideale in questi casi non esiste. Badiamo al sodo, invece di perderci in polemichette inutili. Cerchiamo di essere uniti e concreti per il nostro Ticino, sostenendo compatti l'unica candidatura che potrebbe avere qualche, seppur vaga, possibilità".
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