Politica e Potere
09.11.2015 - 17:150
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:41

Borradori, messaggio al Molino: "O si trova una soluzione in tempi brevi o andremo per la nostra strada"

Il sindaco di Lugano condanna fermamente gli atti di vandalismo nell'area circostante l'ex Macello ma lascia ancora aperta la porta del dialogo. Con un chiaro avviso agli autogestiti: "Non siamo e non vogliamo essere ostaggio di nessuno"

LUGANO – Ferma condanna di quanto accaduto. E se in tempi brevi non si trova una soluzione sulla via del dialogo ci sentiremo liberi di andare per la nostra strada. Sono questi i due messaggi forti che Marco Borradori invia al centro sociale il Molino dopo le scritte contro la polizia apparse nell'area che circonda l'ex Macello di cui vi abbiamo riferito oggi. Atti di vandalismo che non facilitano una situazione già di per sé complessa e che al momento non sta producendo i risultati sperati. La via diplomatica imboccata dal Municipio con gli autogestiti, insomma, rischia di trasformarsi in un vicolo cieco. Ma il sindaco di Lugano pur giudicando "assolutamente deplorevole" quanto accaduto, non chiude la porta al dialogo purché produca risultati in tempi brevi. Calma e sangue freddo, insomma. E se possiamo permetterci un'interpretazione del pensiero di Borradori che lui tuttavia non esplicita, potremmo riassumerla così: come vuole una buona regola della politica, mai cedere alle provocazioni, e mai farlo a caldo, perché si rischia soltanto di favorire la controparte. Un'immediata reazione muscolare rischierebbe insomma di produrre più svantaggi che vantaggi. Fare uno sogombero non è come dirlo. Tuttavia il vaso della sopportazione è quasi colmo…Ma questa è solo un'interpretazione. Restiamo al punto e ciò che Borradori dichiara apertamente: "Avevo già chiesto di agendare una discussione sulla problematica nella prossima riunione di Municipio che è prevista giovedì. Come Esecutivo, all'inizio della scorsa estate, abbiamo deciso di prendere in mano la situazione con una certa energia, intraprendendo la via del dialogo. Dialogo che dovrebbe portare all'individuazione di una soluzione alternativa al Macello come sede per gli autogestiti. L'inizio di questa discussione è stato abbastanza promettente. Ora ci troviamo in una fase di stallo: finora non ci sono elementi positivi. Anzi, per essere chiari, questo percorso al momento è abbastanza deludente. E ora si sommano pure questi episodi, come quello odierno ma non solo, che sono provocazioni da condannare e che di certo non aiutano…". Fatta la diagnosi Borradori, a titolo personale, espone la sua ricetta per l'immediato futuro: "Quando avevamo cominciato le discussioni, nella mia testa avevo fissato come termine la fine dell'anno per arrivare a qualcosa di concreto. Se ci sono delle possibilità in grado di soddisfare gli interessi di tutti in tempi brevi, bene. Altrimenti, se dobbiamo leggere questi atteggiamenti come una mancanza di disponibilità a trovare soluzioni, anche noi ci sentiremo liberi di andare avanti per la nostra strada…". "Non siamo – sottolinea e conclude Borradori – e non vogliamo essere ostaggio di nessuno". Vedremo ora cosa accadrà nei prossimi giorni. Il Molino dovrà in qualche modo esprimersi, ufficialmente o ufficiosamente, su quanto accaduto. E pare chiaro, anche leggendo le odierne dichiarazioni di Michele Bertini, che il Municipio si aspetta innanzitutto una presa di distanza del centro sociale da quelle scritte contro la polizia. AELLE
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