Lunga barba grigia, abbigliamento improbabile e l’immancabile vecchio stivale a guisa di cappello. Si presenta così al suo elettorato Vermin Supreme che assicura di poter risollevare l’economia mondiale grazie ai pony. Una bufala? Assolutamente no

MASSACHUSETTS – “Viaggerò indietro nel tempo e sconfiggerò l’Isis”. Ma non è questa la sola promessa elettorale che Vermin Supreme, candidato alle Primarie Democratiche nello stato del Massachusetts, intende concretizzare se eletto. Fra le molte minacce che intende depennare per sempre vi è anche quella dell’Apocalisse Zombie, pericolo che scongiurerà salvando l’umanità dai non morti.
Una lunga barba grigia, abbigliamento strampalato, numerose cravatte improbabili – tutte rigorosamente indossate insieme – e, ovviamente, l’immancabile vecchio stivale come cappello. Si presenta così al suo elettorato l’eccentrico candidato.
Le sue idee per il futuro del Paese sono chiare. In ambito economico, ad esempio, la sua politica è interamente basata sui pony, in grado di riavviare il mercato mondiale. Per questo, se eletto, ha promesso di regalarne uno a ogni americano.
Una bufala? Assolutamente no. Vermin Supreme è un vero candidato e si presenta a tutte le primarie ormai dal 2004 con un chiaro slogan: “A vote for me is a vote truly wasted”, un voto per me è un voto veramente sprecato.
Vermin può essere usato in inglese per indicare in genere qualunque animale infestante. Il nome del candidato può essere quindi tradotto come Supremo Mascalzone o Suprema Carogna. Dietro vi si nasconde un attore e artista concettuale che ha deciso di restare anonimo (il candidato ha cambiato il suo nome all’anagrafe rendendo il suo alias il suo ‘vero’ nome) e cominciare a ripresentarsi turno dopo turno agli appuntamenti elettorale per esprimere il proprio dissenso.
Un cialtrone che promette assurdità che non realizzerà mai, un’immagine fin troppo familiare verrebbe da pensare. Con la sua parodia Vermin Supreme critica la futilità del sistema politico attuale. E il suo dito è puntato tanto a destra quanto a sinistra. I programmi di Democratici e Repubblicani sono allo stesso modo insufficienti: la politica dei primi è per lui contraria al bisogno di stabilità, mentre quella dei secondi è incapace di provvedere realmente ai bisogni dei più poveri.