BERNA - Dopo la serena e brillante rielezione dei sei Consiglieri Federali che si ripresentavano al giudizio dell'Assemblea Federale, poco prima delle 11.00 si è aperta l'unica vera partita di questa mattinata bernese: l'elezione del successore di Eveline Widmer Schlumpf. Secondo protocollo hanno dapprima preso la parola i capigruppo dei gruppi parlamentari. Nessuna particolare sorpresa nelle parole dei portavoce delle frazioni. PPD e PLR, con Filippo Lombardi e Ignazio Cassis, hanno ribadito la volontà dei loro partiti di sostenere uno dei tre candidati proposti dall'UDC. Lo stesso dicasi per il PBD. I Verdi Liberali hanno invece confermato la loro preferenza per il Consigliere di Stato Norman Gobbi. Mentre socialisti e Verdi non hanno riconosciuto ai democentristi il diritto di avere un secondo seggio in Governo: il posto spetta al centro, hanno sottolineato. Unanime invece la critica all'UDC riguardo alla clausola statutaria che impedisce ai candidati non ufficiali, pena l'espulsione, di accettare la nomina in caso di elezione da parte dell'Assemblea federale. Dopodiché si è passati al primo scrutinio. Ecco i risultati, 245 schede distribuite, 2 bianche, 0 nulle: Thomas Aeschi (61), Guy Parmelin (90) e Norman Gobbi (50). Per il Consigliere di Stato ticinese si tratta di un buon risultato di partenza. Per poter entrare in partita gli esperti affermavano che il ministro leghista avrebbe dovuto raggiungere almeno 40 voti. Obbiettivo raggiunto. Secondo scrutinio. Su 244 schede distribuite, 5 bianche, 0 nulle: Aeschi (78), Parmelin (117), Gobbi (30). Il candidato vodese è a un passo dall'elezione in Consiglio Federale. Il ticinese perde 30 voti mentre la progressione di Aeschi è troppo debole. Terzo scrutinio: è eletto con 138 voti Guy Parmelin che diventa il secondo Consigliere Federale ticinese. Aeschi chiude con 88 voti e Gobbi con 11.