Per lo zurighese, se approvato, il risanamento porterà certamente all’utilizzo a pieno regime dei due tunnel, in contrasto quindi con l’Iniziativa delle Alpi. Una presa di posizione giudicata inopportuna da parte di un consigliere federale in pensione
BERNA – Non sono passate inosservate anche a sud delle Alpi le dichiarazioni rilasciate dall’ex ministro dei trasporti Moritz Leuenberger (PS) , che in una intervista ha definito anticostituzionale il prospettato raddoppio della galleria autostradale del Gottardo. Oltre alla reazione del Comitato per il sì al risanamento – in votazione il prossimo 28 febbraio –, critiche sono arrivate, dal Ticino, anche da parte del consigliere nazionale PPD Fabio Regazzi e del ministro Paolo Beltraminelli.
Nell’intervista, pubblicata nell'edizione odierna dei quotidiani "Tages-Anzeiger" e "Der Bund", Leuenberger afferma che il progetto di legge, se approvato dal popolo, porterebbe a un ampliamento della capacità di trasporto al San Gottardo. Una modifica che, appunto, sarebbe anticostituzionale perché in contrasto con l’Iniziativa delle Alpi. “Non si può semplicemente venir meno alla Costituzione per la sicurezza”, ha dichiarato.
Insomma, fintanto che quest’ultima è nella Costituzione, la politica deve impegnarsi ad avvicinarsi all'obbiettivo di 650'000 camion all'anno fissato nella legge d'applicazione. Il secondo tubo autostradale contraddice il relativo articolo della Magna carta. "Due canne, quattro corsie: con queste condizioni sarebbe illusorio mantenere la cifra di oggi di circa un milione di camion all'anno", dichiara Leuenberger.
Dalle parole dell’ex ministro emerge infatti come, nonostante le rassicurazioni, lo scenario dei due tunnel utilizzati ‘a pieno regime’ sia concreto. E questo magari anche senza l’avallo del popolo. “Nessuno conosce le priorità delle generazioni future”, ha dichiarato ipotizzando che la nuova guardia politica possa decidere di utilizzare temporaneamente tutte e quattro le corsie, per esempio quando ci sono lunghe code, o che il Consiglio federale dia il permesso, tramite un'ordinanza, di aprire tutte e quattro le corsie in alcuni casi.
In conclusione, Leuenberger ha ribadito che, senza raddoppio, il sud delle Alpi non rimarrà isolato. “La nuova trasversale ferroviaria alpina (NTFA) è un attrattivo collegamento per il Ticino e viceversa, anche durante il risanamento del tunnel del San Gottardo".
Pronta la reazione del Comitato del Gottardo per il sì per cui le affermazioni dell’ex ministro contengono “informazioni errate inaccettabili”, diffondendo disinformazione con calcoli errati per quel che riguarda l’impatto sul traffico, la sicurezza e il coté finanziario.
Stoccate, come detto, anche dal Ticino. “Che tristezza che un ex consigliere federale si metta a sparare sentenze di costituzionalità contro Governo e parlamento federali”, ha twittato Paolo Beltraminelli.
Più tagliente, invece, il commento di Fabio Regazzi, che su Facebook scrive: “Una regola non scritta della politica svizzera prevede che i consiglieri federali in pensione non si intromettano più nei dibattiti politici. È una questione di opportunità e di buon gusto. Moritz Leuenberger, che ha lasciato anni fa senza farsi rimpiangere il Dipartimento dei trasporti, si è invece sentito in obbligo di dire la sua sul tema del completamento del Gottardo. È proprio vero che il buon tacer non fu mai scritto... Che sia un segnale che il fronte referendario è preoccupato dopo l'esito del recente sondaggio?”