POLITICA E POTERE
Delcò Petralli: "Ecco perché sostengo il referendum sulla pianificazione. Ma il messaggio della raccolta firme va chiarito per non creare disinformazione"
La coordinatrice dei Verdi precisa: "La raccolta firme non può mettere in discussione l'assegnazione dei mandati ma solo la nuova norma legale della legge sull'EOC che permette la creazione di società miste pubblico privato"
BELLINZONA – Michela Delcò Petralli precisa. La coordinatrice dei Verdi spiega il senso del suo sostegno al referendum del PS nell'ambito della pianificazione ospedaliera. Un sostegno espresso attraverso questo post su Facebook: "Invito i ticinesi a firmare il referendum per evitare che le prestazioni sanitarie vengano fagocitate dal settore privato, più di quanto lo siano attualmente. Bellinzona si conferma un polo d'eccellenza per il settore pediatrico, per la ginecologia e l'ostetricia. Non c'è ragione che queste competenze vengano attribuite ad una società mista pubblico/privato (Sant'Anna) a Lugano. Inoltre, bisognerebbe spiegare ai Ticinesi, sempre che la notizia sia fondata, perché si vorrebbe permettere l'insediamento di una clinica privata a Bellinzona, quando, nel contempo, si sta svuotando di competenze l'Ospedale pubblico". Ma veniamo al punto. La raccolta firme dei socialisti sta creando parecchio rumore e altrettanta confusione. Già perché non a tutti è chiaro l'obbiettivo: vale a dire che cosa si può cassare con il voto dei cittadini e che cosa no. La pianificazione, infatti, non è referendabile. Di conseguenza non sarà possibile modificare l'impalcatura decisa dal Gran Consiglio: ad esempio quali ospedali si occupano di che cosa, oppure il "salvataggio" di nosocomi che si ritengono sacrificati, come quelli di valle, Faido in particolare. Con il voto popolare è invece possibile modificare la legge che regola i rapporti tra pubblico e privato. E a questo proposito interviene la coordinatrice dei Verdi. "Sono perfettamente consapevole – dichiara Delcò Petralli - che la raccolta firme non può mettere in discussione l'assegnazione dei mandati ma solo la nuova norma legale della legge sull'EOC che permette la creazione di società miste pubblico privato. In questo senso è forse da chiarire il messaggio politico e giornalistico di questa raccolta firme in modo tale che non si crei disinformazione".Delcò Petralli, invece, non crede che il referendum possa paradossalmente mettere in pericolo l'Ente Ospedaliero anziché proteggerlo, come intendono fare i referendisti: "L'EOC sta già facendo di tutto per indebolirsi, quindi è questo il principale pericolo da scongiurare in questo momento attraverso il referendum. Bisogna mantenere le competenze nel pubblico perché evidentemente i privati agiscono su un altro piano, che è quello del profitto".
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