BELLINZONA – L'ultima scaramanzia Fabio Regazzi se la concede appena risponde al telefono: "Non dire gatto finché non ce l'hai nel sacco, come dice Trapattoni". Ma poi i numeri sono talmente chiari, ancorché non definitivi, che il Consigliere Nazionale PPD può concedersi di esultare per aver vinto quella che per lui è stata da ormai alcuni anni "la madre di tutte le battaglie""Sono assolutamente felice, sollevato…se ripenso a questi anni in cui ho investito tanto tempo e tante energia per raggiungere questo risultato….sono iper soddisfatto!".Anche, soprattutto, per il voto del Ticino: "Nel nostro Cantone molto ma molto bene. È un risultato strepitoso perché in una campagna come quella che c'è stata in Ticino, nelle ultime settimane cominciavo a perdere la convinzione che stavamo andando bene. Invece il risultato è andato ben al di là di quel che mi aspettavo. Pensavo che sarebbe stata tiratissima, invece la vittoria è netta". Un dato, quello ticinese, importantissimo nell'analisi del Consigliere Nazionale PPD: "Lo scenario possibile di vincere in Svizzera ma non in Ticino mi avrebbe creato non pochi problemi….", ammette. "In questi anni – aggiunge Regazzi - abbiamo sentito ripetere fino alla noia che il Ticino e Uri hanno sempre respinto il raddoppio e così sarebbe stato certamente anche questa volta. I risultati smentiscono questi pronostici fatti forse un po' frettolosamente. Quando abbiamo votato l'ipotesi di raddoppio del progetto Avanti era un'ipotesi completamente diverso da quella attuale. Inoltre allora non sapevamo che dovevamo chiudere il tunnel per tre anni e, di conseguenza, non c'era lo spauracchio delle stazioni di trasbordo che sul proprio territorio non vuole nessuno". Netto il risultato in Ticino e nel Canton Uri come nel resto della Svizzera. "Il messaggio della coesione nazionale è passato. Anche in Romandia, dove potevano segarci le gambe, e invece abbiamo fatto molto bene anche in un Cantone come Ginevra dove abbiamo perso". Ma questo successo, per Regazzi, è anche l'occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: "Ho fatto molte campagne nella mia carriera politica ma questa è stata di gran lunga la più faticosa, dura e difficile. Ci sono stati troppi colpi bassi! Si è purtroppo aperta una nuova frontiera nelle campagne delle votazioni: da parte dei contrari è stato messo in discussione tutto, perfino la scheda di voto. Oggi mi tolgo un peso perché si è andati decisamente sopra le righe e può darsi che ci siamo fatti trascinare nella bagarre anche noi qualche volta. Ma il fronte del "no" ha veramente esagerato!". Infine anche un pensiero per Doris Leuthard: "Ricordo all'inizio quando abbiamo dovuto convincerla a cambiare posizione su un dossier che comunque aveva ereditato da Leuenberger. Non era tiepida, era proprio fredda. Poi per fortuna si è convinta ed è stata determinante per formare una maggioranza nel Consiglio Federale e alle Camere. E in queste ultime settimane ha fatto una grande campagna. Per lei oggi è una bella vittoria, chiara e forte, di cui credo avesse bisogno dopo la scoppola sulla vignetta".