POLITICA E POTERE
Dadò vs Bignasca: "Io problemi di ossigenazione? Ma è una battuta di Zali, con i cui attacchi di stizza non posso competere. E sugli inciuci della Lega si potrebbe scrivere un libro"
Il capogruppo del PPD replica alle stilettate del coordinatore della Lega: tema, la polemica scoppiata in queste ore sulla tassa sui posteggi

BELLINZONA - "Bignasca dice che ho problemi di ossigenazione? Dimostra poca fantasia perché quella è una battuta che ha copiato da Claudio Zali. E guardando il viso arrossato e gli attacchi di stizza puerili del ministro leghista direi che in quanto ad ossigenazione non posso competere…". Fiorenzo Dadò risponde ridendo,  utilizzando, l'ironia quando gli chiediamo una replica alle stilettate del coordinatore della Lega (clicca qui).

Poi però si fa serio nel rispondere a Bignasca sull'affermazione che "il PPD è meglio che non parli dopo aver sostenuto per 8 anni Widmer Schlumpf". "Bignasca – afferma Dadò – dica pure tutto quello che vuole sul PPD. Tanto su di lui e sui suoi inciuci se ci va scriveremo un'enciclopedia". 

Ma il succo dell'intervista non è tanto sulle affermazioni del numero uno dei colonnelli di via Monte Boglia, quanto piuttosto sulla decisione del PLR di votare contro la tassa di collegamento il 5 giugno.  

"All'interno dei partiti – argomenta Dadò - è importante la trasparenza e il dibattito schietto. Io sono così di natura e quindi a me vanno benissimo i contraddittori. E a mio avviso i Comitati Cantonali hanno tutto il diritto di sconfessare i deputati e i ministri. Su questo non ho proprio niente da dire. È chiaro però che quando si devono prendere delle decisioni importanti, come nel caso dei trasporti pubblici, bisognerebbe premurarsi di informare la base su tutto il pacchetto. La maggioranza liberal leghista ha infatti deciso di tagliare 54 milioni sul trasporto pubblico assicurando che quei soldi sarebbero stati coperti dalla tassa di collegamento. Su questo principio mi pare che ora il parlamentino PLR abbia clamorosamente sconfessato il gruppo e il Consigliere di Stato.  Il risultato sarà che Zali, se il balzello verrà bocciato, avrà gioco facile nel chiedere a Vitta e al PLR di trovare loro i 54 milioni mancanti. Quella di ieri sera è stata dunque una decisione rischiosa. Di fatto hanno offerto una comoda via di fuga a Zali… E sia ben chiaro: noi non faremo le vittime sacrificali. Se verranno a mancare i soldi, dovranno poi trovarseli loro, al DFE o al Territorio. Il PPD è contrario a qualsiasi taglio sul trasporto pubblico".

La Lega avrà dunque gioco facile con il PLR "ma non con noi", tiene a sottolineare Dadò: "Il movimento è diviso in due. Da una parte ci sono Borradori e Foletti che a livello comunale hanno dimostrato di saper dialogare e condurre la città di Lugano. Mentre sul piano cantonale con Zali e Bignasca accade l'opposto. E al coordinatore della Lega e al ministro dico che se pensano di poter comandare il Ticino attraverso il ricatto si sbagliano di grosso! La stragrande maggioranza dei ticinesi non vota Lega ma gli altri partiti. La Svizzera e il nostro Cantone hanno raggiunto nei decenni risultati straordinari grazie al dialogo e alla collaborazione civile e non con questi metodi". 

Il capogruppo PPD, anche dopo la decisione del PLR,  rivendica la decisione del suo Comitato Cantonale di lasciare libertà di voto sul balzello: "La libertà di voto è una posizione chiara per un fatto semplicissimo. Come gruppo e come partito approviamo il principio della tassa, che non è un'idea di Zali ma che risale agli anni 90. Mentre sull'applicazione evidentemente ci sono parecchi punti critici che non ci trovano concordi. Tra i nostri militanti e rappresentanti c'è dunque chi si orienterà per il sì perché predilige il principio e chi voterà no perché non è soddisfatto dell'applicazione. Tutto qui".

E a Fabio Regazzi che si è detto deluso per la decisione del parlamentino "di decidere di non decidere", replica: "Fabio non era presente al comitato per cui la sua è una posizione di principio, che non tiene conto di quanto emerso durante la discussione. Lui è un po' come me: ad entrambi piace schierarci senza tergiversare. In questo senso lo capisco. E d'altra parte lui non ha mai fatto mistero della sua posizione anche in qualità di presidente dell'AITI".  

Ma lei come voterà? "Non ho ancora deciso. Quello che però posso dirle è che terremo fede a quanto annunciato in Gran Consiglio. Allora avevamo detto che se non fossero passati i nostri emendamenti sulla tassa, in particolare quello a tutela delle zone periferiche, non avremmo mosso un dito a favore del balzello in votazione. E saremo coerenti con questa posizione". 

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