POLITICA E POTERE
"Cattaneo ha rivoluzionato il modo di agire del PLR. Ora i poteri forti del partito vorranno un ritorno al passato?". "Ha spostato il PLR a destra ma ha tenuto il partito unito. Ha perso le elezioni, non la bussola"
Ecco il giudizio dei quotidiani ticinesi sulla presidenza di Rocco Cattaneo, all'indomani della scelta dell'imprenditori di rinunciare a un nuovo mandato alla guida dei liberali radicali

LUGANO – L'addio di Rocco Cattaneo alla presidenza del PLR, domina le prime pagine dei quotidiani ticinesi. Una scelta inattesa, quella dell'imprenditore, che ha sorpreso sostenitori e avversari, fuori e dentro dal PLR.

 

Il Corriere del Ticino e la Regione dedicano alla rinuncia di Cattaneo l'editoriale. Il giudizio sull'ultima presidenza liberale radicali, affidato alle penne di Gianni Righinetti e Aldo Bertagni, è tutto sommato positivo, pur con qualche ombra e gli insuccessi elettorali noti a tutti.    

 

"Cattaneo – scrive Righinetti - è stato colui che ha rivoluzionato il modo di ragionare e di agire all’interno delle stanze dell’ex partitone. Lui, che ha tanto cullato il sogno da sportivo, ciclista e scalatore indomito, di essere, prima o poi, il salvatore della Patria liberale radicale, ora però annuncia di fatto la sua sconfitta contro l’avversario leghista. Questo è il dato del bilancio che più pesa politicamente. La missione di riprendere alla Lega ciò che la stessa Lega ha tolto al PLR è fallita. Ma, forse, questa era proprio la mission impossible, per Cattaneo o chiunque altro".

 

"L’elezione di Cattaneo – scrive ancora il commentatore del CdT - aveva provocato anche musi lunghi e travasi di bile tra i poteri forti del partito già al momento dell’elezione nel settembre del 2012. Oggi il principale interrogativo è sapere se i cosiddetti poteri forti torneranno alla carica per realizzare un ritorno al passato. Le prossime mosse ci diranno se l’addio era atteso e il revival studiato da tempo con tanto di nomi e profili, oppure se la sua partenza manderà per un istante tutti k.o. e poi dal basso si assisterà ad un movimento spontaneo. Lui, forse lanciando un segnale, ha detto che promuoverà la sua successione attraverso quella che ha definito come «una procedura aperta». Insomma, occhio a chi vorrà proporre un prodotto confezionato". 
 

"Cattaneo – conclude Righinetti - per il PLR è stato l’equilibratore, l’uomo che ha fatto ordine nel caos delle correnti, dei personalismi, lanciando alcuni giovani e dando al partito una certa coerenza, mettendoci faccia, passione, entusiasmo, mezzi finanziari, mostrando una generosità non comune in politica. Va ricordato che Cattaneo dall’inizio del suo mandato ha spontaneamente rinunciato a ricevere dal PLR il «salario» riconosciuto al presidente. C’è chi dirà che lui se lo può permettere, ma il gesto di chi dice «no grazie» a un diritto d’ordine finanziario è merce rara".

 

Scrive dal canto suo Aldo Bertagni: "Un merito, importante se non fondamentale, Cattaneo lo ha avuto: ha saputo tenere unito un partito che pareva destinato a un irreversibile declino. Certo, ha perso le elezioni ma non ha smarrito la bussola. Mai, neanche quando non ha raggiunto l’obiettivo personale che puntava su Berna. C’ha provato due volte (nel 2011 e l’anno scorso) e non ce l’ha fatta, ma la delusione non gli ha impedito di continuare a guardare avanti con ottimismo. Lo stesso ottimismo che si è udito ieri a Biasca, quando il presidente nel suo intervento ha precisato di desiderare “un Ticino più consapevole delle proprie possibilità” e che “abbia meno paura”.

 

"Piglio imprenditoriale – argomenta ancora il commentatore della Regione - che ha spostato a destra il Plr e rilanciato il “risparmiamo statale”. Per quanto l’imprenditore Cattaneo non ha mai dimenticato di unire al rigore la necessità di sviluppo e investimenti. Peccato che questi ultimi sono finiti in fondo all’agenda, un po’ negletti. Del resto i tempi sono quelli che sono e i liberali radicali, oggi più di ieri, hanno dovuto tenere larga la coperta su più lati di un letto politico che si restringe a vista d’occhio. Con le dimissioni di Cattaneo – che saranno effettive nel 2017 – si chiude dunque la “traversata del deserto” perché quello che c’era da perdere è stato perso e quello che c’è da conquistare ha buttato i germogli, come sostiene lo stesso presidente. E qui viene fuori il tempismo dell’imprenditore che sa guardarsi attorno e comprendere che per la nuova epoca ci vogliono forze nuove. Ora, non domani". 

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