Durissima presa si posizione del sindacato: "Spiace dover constatare che questa misura ha come unico scopo quello di aumentare le entrate finanziarie"

BELLINZONA – Disappunto e sconcerto. Usa parole di fuoco l'OCST nel prendere posizione sulla notizia anticipata da Liberatv in merito al forte aumento del costo dei parcheggi per i dipendenti pubblici (leggi articolo correlato). Un salasso deciso dal Governo, da 600 a 900 franchi all'anno, frutto dell'applicazione della tassa di collegamento approvata dal popolo nel mese di giugno.
Il sindacato lamenta la mancata concertazione da parte del Governo con il personale, che era stata promessa, e chiede che l'adeguamento delle tariffe venga sospeso.
"Disappunto - si legge in una nota - perché lo scorso 18 maggio 2016 la nostra Organizzazione sindacale aveva posto al Governo alcuni quesiti sulle modalità di applicazione che intendeva attuare e soprattutto sulle misure che voleva mettere in atto per favorire un trasporto alternativo rispetto all’uso individuale del mezzo di locomozione. In particolare si chiedeva esplicitamente di confermare quanto più volte dichiarato dall'onorevole Zali, ossia che la tassa di collegamento veniva chiesta ai generatori di traffico ma non per forza doveva essere automaticamente ribaltata ai loro collaboratori. Inoltre, lo sconcerto nasce dal fatto che il Consiglio di Stato, rispondendo in data 28 giugno 2016 alla nostra lettera, aveva fatto sapere che le modalità di applicazione erano in fase di studio, che stavano valutando misure per migliorare l'uso della mobilità differenze dell'automobile e che comunque si voleva procedere a un'adeguata informazione nei confronti dei dipendenti e della associazione del personale".
"Grande delusione dunque – prosegue il comunicato - poiché quanto promesso è stato totalmente disatteso! È inaccettabile che ancora una volta il Consiglio di Stato si prenda gioco del personale e delle organizzazioni che lo rappresentano! La risoluzione governativa del 8 agosto 2016 è stata adottata senza consultare le organizzazioni rappresentanti il personale, malgrado vi siano evidenti conseguenze a carico dei collaboratori che ancora quest’anno hanno subito deduzioni salariali per contribuire al risanamento delle finanze cantonali".
L’OCST ha inoltrato in data odierna formale richiesta di sospensione immediata della decisione anche perché non sono note le modalità di calcolo attuate dal Governo. "Non possiamo accettare – afferma ancora il sindacato - che un eventuale adeguamento avvenga senza alcuna consultazione del personale e dei suoi rappresentanti e senza proporre misure alternative atte a migliorare la viabilità nel nostro Cantone, così come era nell'intento della nuova legge. Spiace dover constatare che, ponendo la questione unicamente sotto l'aspetto della riscossione di una ulteriore tassa a carico dei dipendenti, il Governo cantonale stia confermando i sospetti che questa misura ha come unico scopo quello di aumentare le entrate finanziarie e questo non per ridurre il traffico proveniente da oltre confine, come si voleva far intendere, con la conseguenza di tassare ulteriormente la popolazione ticinese".
"Non possiamo che biasimare – termina la note del sindacato - un datore di lavoro che dovrebbe dare l’esempio all’economia privata, che invita gli altri datori di lavoro a non mettere a carico dei dipendenti questa tassa e che si permette di fare esattamente il contrario di quanto indicato agli altri".