POLITICA E POTERE
FFSfacciatamente! Un Lazzarotto da antologia prende a schiaffi le ferrovie per il licenziamento dei disabili della biglietteria di Giubiasco: "Freddi calcolatori, stonati tenori, manager della domenica!"
Memorabile pezzo sulla Regione dell'ex direttore delle scuole medie di Biasca: "Politici: fermate quel treno di insensibili alla prima stazione, dirottate la loro carrozza d’oro sul classico binario morto, fateli scendere e, senza biglietto di ritorno, augurate di Cuore ad ognuno di loro: FTIA bene!".
©Ti-Press / Samuel Golay

Giubiasco - "FFSciatamente". È il titolo di un pezzo da antologia scritto da Franco Lazzarotto e pubblicato sull'odierna edizione della Regione. Un articolo scoppiettante, con critiche feroci e giudizi sferzanti contro la decisione dell'ex regia federale di lasciare a casa i disabili che lavoravano alla biglietteria di Giubiasco. 

 

Una sequela si schiaffoni mollati però con la cadenza dell'ironia – dunque ancora più efficaci - che l'ex direttore delle scuole medie di Biasca ha allenato in anni e anni di cabaret.  
 

"Capita a tutti, prima o poi - esordisce Lazzarotto sulle colonne del quotidiano bellinzonese - di uscire dai classici binari. Ma il fatto diventa grave e inaccettabile, oltre che – stante la fattispecie – penoso, quando a sortir da retta via è proprio… la maestra, ovvero l’azienda che sui giusti binari dovrebbe, per competenza, prestigio e servizio, esserne il faro. E invece, svendendosi con una manovra strategica che grida vendetta in cielo e in terra – gallerie comprese – taglia posti di lavoro che potevano invece essere portati sulla severa divisa come magnifico e qualificante fiore all’occhiello. Sostenibilissima nel mare del bilancio globale la cifra–goccia oggetto di taglio ridicola la strategia da… manager della domenica". 

 

E dopo un paio di sberle di riscaldamento, Lazzarotto comincia con i cazzotti veri e propri: "Gli acuti vertici Ffs hanno inoltre tollica faccia di ‘assicurare che faranno di tutto per trovare in loco nuovi partner’, con(s)ci che ‘purtroppo in Ticino sarà tuttavia una strategia che avrà spiacevoli conseguenze’. A questi freddi calcolatori e stonati tenori che, cercando sciaguratamente di imitare la grande Mina, nulla sanno proporre se non ‘parole, parole, parole’, il comune cittadino non può che contrapporre indignazione e incredulità portando altrettanto sostegno e stima a chi sarà privato del vitale – e mai aggettivo fu più appropriato – posto di lavoro e ai loro formatori". 

 

La conclusione è memorabile: "Per chi è cresciuto – sono orgoglioso figlio di macchinista – a pane e ferrovia è veramente amaro constatare come si sia passati dalla passione (data) alla… compassione (fatta). Un invito semplice, ma accorato dunque ai nostri politici, unica àncora di salvezza rimasta in questo triste e delicato momento: fermate quel treno di insensibili alla prima stazione, dirottate la loro carrozza d’oro sul classico binario morto, fateli scendere e, senza biglietto di ritorno, augurate di Cuore ad ognuno di loro: FTIA bene!".

 

 

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