POLITICA E POTERE
Borradori sulla tassa sul sacco: "Non sosterrò il referendum ma cercherò una soluzione di compromesso: compensare parzialmente il balzello con una lieve riduzione del moltiplicatore"
Il sindaco di Lugano: "Spero che la base capisca che i leghisti che hanno un ruolo istituzionale, come Zali e me, devono essere coerenti con la funzione che ricoprono"
Foto: TiPress/Benedetto Galli
POLITICA E POTERE

Tassa sul sacco, Zali bombastico in Gran Consiglio: “Stiamo parlando di un prelievo di 200 franchi all’anno. Dobbiamo adeguarci alla legge federale. Vale anche per il villaggio gallico in riva al Ceresio, dove apparentemente raccolta e smaltimento sono gr

08 NOVEMBRE 2016
POLITICA E POTERE

Tassa sul sacco, Zali bombastico in Gran Consiglio: “Stiamo parlando di un prelievo di 200 franchi all’anno. Dobbiamo adeguarci alla legge federale. Vale anche per il villaggio gallico in riva al Ceresio, dove apparentemente raccolta e smaltimento sono gr

08 NOVEMBRE 2016
LUGANO – Il sindaco di Lugano, Marco Borradori, è prudente ma fermo. Lui il referendum contro la tassa sul sacco annunciato dalla sezione leghista luganese non lo condivide e non lo sosterrà. Ma cercherà una soluzione di compromesso, che permetta di salvare capra e cavoli. Quale?

“A mio avviso – dice a liberatv – a Lugano bisognerebbe considerare politicamente l’ipotesi di una parziale compensazione della nuova tassa con una lieve riduzione del moltiplicatore d’imposta. In questo modo il Municipio e il Comune darebbero un segnale di attenzione e di comprensione alla cittadinanza”.

Lo stesso ministro Claudio Zali, nel suo intervento in Gran Consiglio a sostegno della tassa sul sacco generalizzata aveva detto che i comuni potranno decidere di ridurre il moltiplicatore per compensare integralmente o parzialmente il nuovo balzello.

“Ne discuteremo in Municipio – spiega Borradori -, ma personalmente ritengo che questa potrebbe essere una soluzione che mette d’accordo tutti e che rispetta il principio della neutralità fiscale della tassa sul sacco”.

Nel caso di Lugano, che non applica alcun prelievo diretto sui rifiuti - né per la raccolta, né per lo smaltimento -, si tratterebbe di rinunciare a una parte del futuro incasso, considerato che oggi i costi vengono coperti con le imposte ordinarie.

E sulle tensioni sempre più palesi che si stanno manifestando all’interno della Lega, Borradori dice: “Ci sono, da sempre, una Lega istituzionale e una Lega ‘barricadera’. La prima deve prendere atto che la tassa sul sacco discende dal principio federale della causalità, e che questo principio va rispettato. C’è quindi poco da discutere. La Lega barricadera si rifà invece a quel cavallo di battaglia ‘storico’ che è stato l’opposizione alla tassa sul sacco. Credo che entrambe le posizioni siano coerenti ma è ovvio che su questo tema la spaccatura sarà inevitabile. La situazione non sarà semplice da gestire, anche perché lanciare il referendum contro la tassa sul sacco significa schierarsi contro il proprio consigliere di Stato, che la sostiene”.

Spero che la base, conclude il sindaco di Lugano, “capisca che i leghisti che hanno un ruolo istituzionale, come Zali e come me, devono essere coerenti con la funzione che ricoprono e rispettare le regole istituzionali”.

emmebi

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