POLITICA E POTERE
Due o tre riflessioni sull'elezione di Bixio Caprara alla presidenza del PLR. Non è giusto caricarlo di aspettative eccessive solo perché ha stravinto il congresso: non ha la bacchetta magica e gli servirà tempo
Più "pompate" sono le aspettative e più spettacolari sembreranno anche quegli incidenti di percorso inevitabili per chiunque. Figuriamoci il resto. No, una bella votazione congressuale, non deve trasformare un presidente appena insediato nell'eroe che restituirà la patria in un battibaleno. Non è giusto
© Ti-Press / Gabriele Putzu
di Andrea Leoni

Due o tre rifelssioni sull'elezioni di Bixio Caparara alla presidenza del PLR. Innanzitutto, auguri e buon lavoro. 
 
Poi. In fase di commento, si è subito parlato della grande aspettativa che da ieri grava sulle spalle del nuovo timoniere liberale radicale. Un'aspettativa, quindi una responsabilità per chi la "subisce", dovuta ai numeri schiaccianti della sua elezione congressuale: quasi 500 voti su 741 schede valide. Voti che hanno sbaragliato la concorrenza. Un tripudio.
 
Caprara nelle interviste se ne è fatto subito carico recitando il copione della leadership: onore al merito. Ma val la pena mettere i puntini sulle "i", perché questa lettura non ci pare corretta nei confronti di chi ha scelto di indossare una cotta di maglia intrecciata con grane, responsabilità e tempi politici piuttosto sfavorevoli per i partiti storici. Non c'è bisogno di inventare nuovi gingilli pesanti, che poi nella realtà non esistono.  Anche perché più "pompate" sono le aspettative e più spettacolari sembreranno anche quegli incidenti di percorso inevitabili per chiunque. Figuriamoci il resto. 
 
No, una bella votazione congressuale, non deve trasformare un presidente appena insediato nell'eroe che restituirà la patria in un battibaleno. Non è giusto. E consigliamo a Caprara e a chi lo affiancherà nella sua avventura, di non sottacere questo aspetto. La voglia di vincere, che non può mancare in un presidente, deve sempre fare i conti con la ricerca di quel complesso equilibrio che si pone tra fare e strafare. 
 
Noi siamo convinti, e lo ripetiamo ad ogni elezione di un nuovo presidente, che bisogna abbandonare questa moda di sostituire i capi partito come fossero allenatori. A un leader va dato il tempo di costruire un progetto che abbia il respiro di qualche anno, senza logorarlo o farlo fuori ad ogni elezione andata storta o così così. I partiti devono riscoprire il tempo e la pazienza come valori fondamentali per costruire il proprio futuro. Valori che alla lunga sono ben più importanti della singola contesa elettorale. Non solo: va riscoperta la condivisione della responsabilità (e delle sconfitte soprattutto...) e abbandonata la scorciatoia del capro espiatorio. Scorciatoia che peraltro, come si è ampiamente dimostrato negli ultimi anni, non paga.
 
E allora diciamo le cose come stanno: Bixio Caprara ha stravinto il congresso, non solo perché è un ottimo candidato, ma perché non aveva sfidanti politicamente alla sua altezza. Se avesse avuto un avversario del suo livello, magari avrebbe vinto lo stesso, ma di sicuro non con questa ampiezza. Il che, ben inteso, non toglie nulla al suo successo e al credito di fiducia che i "suoi" gli hanno dimostrato così vigorosamente e che lui si è meritato sul campo. Ma inquadra questa vittoria in una prospettiva più corretta che gli consentirà di lavorare senza che nessuno pretenda i colpi di bacchetta magica. 
 
Seppure i numeri non si scostino troppo nelle proporzioni, l'elezione di Caprara è stata completamente diversa da quella di Fiorenzo Dadò. In casa PPD la scelta tra Filippo Lombardi è il capogruppo in Gran Consiglio, metteva davvero a disposizione dei delegati una scelta tra due pesi massimi e due prospettive assai diverse per il futuro del partito. In casa PLR non è stato così.
 
Ma il congresso liberale radicale ha lasciato in dote due lezioni ben più significative dei numeri. La prima è l'addio di Rocco Cattaneo. Il presidente uscente ha dimostrato quanto sia saggio e intelligente in politica lasciare al momento giusto. La sua presidenza si è chiusa in maniera bellissima, lasciando ai militanti PLR quella sensazione preziosa di chi se ne va avendo ancora qualcosa da dire o da fare. Se Cattaneo fosse rimasto, nel giro di non troppo tempo, sarebbe accaduto il contrario. E tutto sarebbe stato consumato in malo modo. 
 
La seconda riguarda il neo presidente. Dopo aver perso negli anni scorsi due ballottaggi per diventare sindaco di Bellinzona, oggi si ritrova protagonista della scena cantonale. È qualcosa accaduto sotto altre forme anche a Giovanni Merlini: prima perdendo da presidente l'elezione al Consiglio Nazionale, quindi terminando non in gloria la sua presidenza, poi sfiorando di un soffio l'elezione a Berna (al posto di quel Fulvio Pelli che poco dopo gli cederà lo scranno) e infine facendosi confermare sotto la cupola bernese con una votazione strepitosa nell'autunno dell'anno scorso. 
 
Questo dimostra quanto sia importante saper perdere, correggere i propri errori, e ripartire. La politica sa essere cattiva, spietata, ingenerosa, ma talvolta anche dolce, per chi ne ha davvero e con chi se lo merita. 
 
 
Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Gigio Pedrazzini: "Vi racconto il mio Film Festival. Le finanze, la governance, le radici..."

06 AGOSTO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Hotel Belvedere Locarno, dove il cinema vive oltre lo schermo

03 AGOSTO 2026
MEDICI IN PRIMA LINEA

Medici di famiglia, nasce SMaRTi: "Un modello unico in Svizzera"

02 AGOSTO 2026
LETTURE

“La montagna incantata”: il Monte San Giorgio come non l’abbiamo mai letto

16 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

A San Bernardino apre Piazzetta Brocco, il nuovo salotto nel cuore del villaggio

14 LUGLIO 2026
LETTURE

Tra amore, memoria e inquietudine: le novità di Dadò editore per l’estate

14 LUGLIO 2026
LiberaTV+

POLITICA E POTERE

La nota del Governo: Zali rinuncia alla responsabilità politica di Polizia e Magistratura

23 LUGLIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

"Berna ci frega con gli ucraini!". E De Rosa e i paletti sui ristorni

18 MAGGIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

Mirante-Sirica, che scontro. E l'UDC contro il PLR

12 GIUGNO 2026