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17.02.2017 - 10:570
Aggiornamento: 19.06.2018 - 15:41

Arealiberale presenta il suo pacchetto di sgravi fiscali: "Ecco le nostre dodici misure a sostegno di persone e aziende"

I deputati Sergio Morisoli e Paolo Pamini fanno la loro proposta: "Siamo convinti che dopo il no svizzero alla RII III di domenica 12 febbraio 2017 ed il parallelo sì ticinese, il Cantone Ticino abbia una chance unica di profilarsi a livello svizzero quale Cantone fiscalmente innovativo"

di Sergio Morisoli e Paolo Pamini*
 
A meno di una settimana dal voto popolare federale che il 12 febbraio ha respinto la Riforma dell’imposizione delle imprese III, AreaLiberale presenta un pacchetto di 12 misure di riforma fiscale a sostegno di contribuenti persone fisiche e giuridiche ticinesi.
 
AreaLiberale, che ha tra i suoi obiettivi la difesa incondizionata dei contribuenti ticinesi, ritiene che dopo più di 15 anni senza riforme fiscali ticinesi sia urgente procedere con concrete misure a favore di varie categorie di contribuenti. 
 
Abbiamo scelto la forma dell’iniziativa parlamentare elaborata per dare al Consiglio di Stato, alla Commissione tributaria e al plenum del Gran Consiglio una base concreta sulla quale lavorare.
 
Il pacchetto fiscale mira a proteggere i proprietari di casa dove il valore locativo rappresenta più del 30% delle entrate liquide, per esempio coppie anziane che vivono senza debiti in casa propria, ricevono solo l’AVS e non riescono a far fronte ad una tassazione esagerata.
 
Similmente, per questo genere di contribuenti la tassazione della sostanza può pure essere limitata, in particolare quando l’imposta sulla sostanza supera un quinto di quanto la stessa sostanza genera. Questa misura sgrava pure gli imprenditori che intendono lasciare gli utili a disposizione della propria società e che oggi sono obbligati a versarsi un dividendo solo per pagare l’imposta sulla sostanza, che diventa confiscatoria e che sottrarre risorse all’impresa. Per sostenere gli artigiani ed i liberi professionisti che terminano la loro attività lucrativa e sono spesso chiamati a pagare enormi imposte sul reddito, proponiamo di applicare anche in Ticino il trattamento privilegiato già previsto per l’imposta federale diretta.
 
Per rendere attrattivo il Ticino verso i grandi contribuenti, proponiamo di limitare al 13% la tassazione massima dei redditi delle persone fisiche, che oggi può superare il 15%. Le deduzioni sociali andrebbero inoltre garantite solo ai residenti in Svizzera, che fanno fronte ad un maggiore costo della vita.
 
Poiché i cittadini ticinesi hanno sostenuto la Riforma dell’imposizione delle imprese III ed in Ticino le società a statuto speciale rappresentano quasi l’8% del PIL cantonale, abbiamo studiato un meccanismo di uscita dai privilegi fiscali che permette alle società un carico fiscale ridotto anche oltre 10 anni pur contribuendo al Cantone ogni anno e importi maggiori di quanto facciano oggi. Riteniamo che in questo modo si possano mantenere in Ticino importantissime realtà dall’alto potenziale, come i negoziatori di materie prime oppure le società del polo della moda.
Proponiamo di fissare nel testo di legge la modalità di calcolo del capitale proprio occulto applicando la prassi pubblicata dall’Amministrazione federale delle contribuzioni.
 
Desideriamo creare certezza giuridica e chiarezza nella pianificazione finanziaria del Cantone e dei contribuenti fissando nella Legge tributaria un abbassamento progressivo dell’aliquota sull’utile dall’attuale 9% al 5% sull’arco di 8 anni (ossia dal 2018 al 2025).
 
Prestiamo una particolare attenzione alle successioni aziendali, in questi anni di cambio generazionale, ed inseriamo nella Legge tributaria una precisazione in merito alle ristrutturazioni che permette a chi lo desidera di evitare ripetute iscrizioni nel Registro fondiario o nel Registro di commercio, senza per questo alterare il trattamento fiscale dell’operazione.
 
Come già fanno ben 12 Cantoni da quasi dieci anni, proponiamo di sgravare la aziende computando l’imposta sull’utile nell’imposta sul capitale, che diventerebbe così una sorta di imposta minima.
 
Da ultimo, promuoviamo la certezza giuridica nell’imposizione delle persone fisiche commerciali e delle persone giuridiche dando loro il diritto di reclamare contro una tassazione anche se il reddito o l’utile imponibile è pari a zero; pensiamo in particolare a dispute sull’ammontare delle perdite riportate anche se in un determinato anno non si debbano pagare imposte.
 
L’impatto finanziario della riforma è moderato. Le misure che lasciano più risorse nelle tasche dei contribuenti rispetto ad oggi (come la riduzione delle aliquote dell’imposta sull’utile) sono dilazionate su lunghi periodi temporali. In fatto di aliquote sul reddito o sull’utile non ci scostiamo sensibilmente da proposte passate, come l’iniziativa elaborata di Christian Vitta e cofirmatari tutt’ora ferma nei cassetti di Bellinzona.
 
La riforma riprende molte proposte formulate da altre persone ed atti, alle quali riconosciamo esplicitamente la paternità. Altre proposte (come la tutela contro il valore locativo o il freno all’imposta sulla sostanza) sono invece riprese tali e quali dalle leggi tributarie di altri Cantoni (per es. Grigioni o Berna), e altre ancora dalle circolari dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (per es. in materia di ristrutturazioni e di capitale proprio occulto).
 
Argomentazioni politiche di AreaLiberale al pacchetto di sgravi fiscali
 
1) E’ adesso il momento giusto per lanciare dopo 14 anni un nuovo pacchetto equilibrato di sgravi fiscali. Il gettito è cresciuto enormemente e la pressione fiscale rimasta invariata da oltre un decennio ha prodotto molte più entrate di quelle previste, e la pressione fiscale accentuata con le nuove misure porta la politica fiscale fuori rotta. Ora, prima che sia troppo tardi, bisogna toglier un po’ di pressione in modo mirato e ragionato.
 
2) Non è solo la Riforma III bocciata in Svizzera ma accettata in Ticino a farcelo fare. Le casse dello Stato sono strapiene, contrariamente a ciò che affermano con la solita cantilena delle casse vuote i socialisti e gli statalisti distribuiti in tutti i partiti. Questi vogliono solo più soldi per spendere di più.
 
3) La politica fiscale cantonale, come purtroppo da oltre 10 anni è stato fatto, non può dipendere ed essere solo reazionaria alla politica fiscale della Confederazione.
 
4) Il federalismo è forte solo se le fiscalità cantonali possono sfruttare tutto il loro margine di libertà tecnica e la loro sovranità decisionale nei confronti della realtà e delle peculiarità locali.
 
5) AL non ha atteso il voto di domenica sulla Riforma III per sviluppare un “Piano B” da tempo ci sta lavorando ed era uno degli obiettivi finanziari di Legislatura; per questo a soli 5 giorni dal voto siamo già pronti.
 
6) Il pacchetto, certo, sarebbe stato un po’ diverso se la Riforma II fosse passata; ma nel complesso è una risposta: concreta, necessaria, tempestiva e indispensabile che occorreva attuare anche prima di oggi.
 
7) Nel rispetto del metodo di lavoro di AreaLiberale (art. 3 e 5 Statuti): cioè quello di sfruttare il buono che si può trovare anche in altre proposte quando queste sono dimenticate o abbandonate o ostacolate, la proposta oltre ai nostri obiettivi contiene anche parzialmente ciò che di buono abbiamo individuato in alcuni tentativi falliti o bloccati di riforma fiscale precedenti.
 
8) La forma dell’Iniziativa Elaborata (IE), l’abbiamo scelta per accelerare i tempi decisionali e per dimostrare l’alta professionalità fino nei dettagli tecnici e giuridici che stanno dietro alla proposta.
 
9) In poche parole, se la politica, i partiti e le organizzazioni economiche vogliono davvero e seriamente fare, secondo noi indispensabili e necessari, sgravi fiscali come si è letto e sentito a caldo nel dopo voto di domenica scorsa; non hanno più scuse o alibi artificiali, se vogliono possono e devono decidere in fretta di attuare le proposte equilibrate, efficaci e ed efficienti di questo pacchetto confezionato “pronto all’uso”.
 
10) Da ultimo il risanamento delle finanze dello stato che a noi sta molto a cuore, può essere raggiunto con un sano e ragionevole principio di parsimonia: dare meno soldi allo Stato per costringerlo a spenderli meglio.
 
Siamo convinti che dopo il no svizzero alla RII III di domenica 12 febbraio 2017 ed il parallelo sì ticinese, il Cantone Ticino abbia una chance unica di profilarsi a livello svizzero quale Cantone fiscalmente innovativo.  
 
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