"Qui - argomenta ancora il direttore del Mattino - ci troviamo davanti ad un tentativo di abusare, con argomenti fantasiosi, del codice penale e della magistratura, immaginando così di ridurre al silenzio (o di spingere all'autocensura per evitare "fastidi") chi ha posizioni politiche che non piacciono alle élite spalancatrici di frontiere (oltre che manifestamente intolleranti nei confronti della libertà d'espressione). Ma non era proprio da quelle parti che, in relazione ad un altro domenicale condannato in merito alla vicenda di una nota clinica, ci si riempiva la bocca con la "libertà di stampa"? Certo, libertà di stampa a senso unico, solo per gli amici con le idee "giuste". Per gli altri si invoca (?) l'intervento del ministero pubblico a fini censori. Squallido, e soprattutto preoccupante".