POLITICA E POTERE
La mafia addosso. Fonio e Bignasca continuano a battere il chiodo: "Il Ticino non venga lasciato solo dalla Confederazione. E dopo i casi emersi nei Grigioni, il nostro Governo faccia asse con quello grigionese"
Nuovo atto parlamentare dei deputati di PPD e Lega: "In questi ultimi anni il nostro Cantone ha cercato di mettere un argine a numerose situazioni grigie che hanno reso ulteriormente fertile il terreno a favore della criminalità organizzata che nel nostro Cantone ha trovato – e trova - un territorio ideale per gestire al meglio i propri illeciti affari"
ANALISI

Ticino: la mafia addosso. Sveglia, sveglia, sveglia, che Troia brucia!

18 MAGGIO 2017
ANALISI

Ticino: la mafia addosso. Sveglia, sveglia, sveglia, che Troia brucia!

18 MAGGIO 2017
di Giorgio Fonio e Boris Bignasca*

Nelle scorse settimane i sottoscritti deputati hanno in due riprese sollecitato il Consiglio di Stato in merito alla presenza della criminalità organizzata sul territorio ticinese. Nel nostro ultimo atto parlamentare, al quale verrà data risposta nelle prossime settimane, abbiamo chiesto lumi ed espresso perplessità sulla strategia messa in atto da parte della Procura Federale volta a centralizzare a Berna le inchiesta sulla mafia, indebolendo di conseguenza le regioni periferiche come la nostra.

 

In questi ultimi anni il nostro Cantone ha cercato di mettere un argine a numerose situazioni grigie che hanno reso ulteriormente fertile il terreno a favore della criminalità organizzata che nel nostro Cantone ha trovato – e trova - un territorio ideale per gestire al meglio i propri illeciti affari.

 

Nello specifico in alcuni settori si è tentato di mettere delle regole chiare in settori come l’edilizia introducendo l’albo imprese (LEPICOSC), l’artigianato (introduzione della LIA) e nelle fiduciarie (Legge sui fiduciari).

 

Il nostro Cantone confina però con la parte italofona del Canton Grigioni. Una situazione che sembra stia creando parecchi grattacapi al Cantone a noi vicino e che di riflesso toccano anche il Ticino. Negli scorsi giorni il Deputato Peter Wellig ha interpellato il Governo Grigionese denunciando il profondo disagio dovuto dal proliferare di società buca lettere (provenienti dal nostro Cantone?) e all’aumento esponenziale di nuovi permessi B.

 

Nell’atto presentato dal collega Wellig vengono pure riportati dati impressionanti in relazione alla realtà del suo Cantone. Nel competente ufficio esecuzioni di Roveredo “nel 2014 sono stati emessi 3'429 precetti esecutivi, nel 2015 3'595 e nel 2016 4'128. Dal 2013 al 2014 i precetti per le persone giuridiche sono aumentati del 170 %. Nel 2016 il rapporto tra precetti esecutivi e popolazione di 8'300 abitanti è stato di un precetto ogni due abitanti. A titolo di confronto nella Regione Bernina tale rapporto è stato di uno a otto”.

 

Nel frattempo, è emerso grazie un articolo del Corriere della Sera, che alcune società nei Grigioni e in Ticino sarebbero legate alla criminalità organizzata di una delle più potenti cosche del Nord Italia. A tal proposito il Municipio di Grono vuole vederci chiaro ed ha segnalato le società alle competenti autorità grigionesi e ticinesi.

 

Con la presente mozione chiediamo quindi di interpellare immediatamente le autorità Grigionesi alfine di condividere una strategia congiunta nel voler arginare queste derive nell’interesse di entrambi i cantoni.

Parallelamente chiediamo pure al Governo di volersi attivare con le autorità federali affinché venga rivista la strategia che vede il nostro Cantone indebolito da una centralizzazione delle Autorità inquirenti in ambito di criminalità organizzata.

*deputati PPD e Lega

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