Per favore Regazzi, sei una persona che stimo, non cadere cosi in basso. Dì chiaramente che la tua categoria (AITI) non vuole regole nel mercato del lavoro, neppure quelle votate dal popolo e così stiamo tutti più sereni. D'altro canto, Regazzi conferma ancora una volta l'intenzione di sabotare la volontà popolare come in occasione dell'applicazione del 9 febbraio a Berna dove si era astenuto dal votare. Marchesi e l'UDC dunque festeggiano questo importante passo odierno, che però sappiamo non essere il traguardo, in quanto la competenza è ora del Gran consiglio, dove l'esito dell'applicazione, soprattutto dopo queste prese di posizione, è poco scontata”.