POLITICA E POTERE
'Prima i Nostri', il battibecco è servito: Marchesi duplica a Regazzi: "Confermi ancora una volta l'intenzione di sabotare la volontà popolare come in occasione dell'applicazione del 9 febbraio a Berna. Sei una persona che stimo, non cadere così in basso"
Piero Marchesi, duplica con una nota alla replica su Facebook del consigliere nazionale Fabio Regazzi. Tema: la decisione del Consiglio federale di proporre al Parlamento di conferire la garanzia federale all’iniziativa ‘Prima i Nostri’
BERNA – ‘Prima i nostri’, il battibecco è servito. Il presidente dell’UDC, Piero Marchesi, duplica con una nota alla replica su Facebook del consigliere nazionale Fabio Regazzi. Tema: la decisione del Consiglio federale di proporre al Parlamento di conferire la garanzia federale all’iniziativa ‘Prima i Nostri’
).

“Il Consiglio Federale ha chiaramente sancito che la nuova Costituzione cantonale (quella con l'articolo Prima i Nostri) è conforme al diritto federale – scrive Marchesi rivolgendosi a Regazzi, che aveva smorzato gli entusiasmi, chiamandolo n causa anche come presidente dell’Associazione industrie ticinesi (AITI) -. Ergo, è in linea con la Costituzione svizzera e può essere applicata. Se non fosse applicabile, come certamente vorrebbe Regazzi, il Governo federale si sarebbe pronunciato in altro modo. Che fa sorridere è poi l'affermazione che il Consiglio federale si sarebbe pronunciato sugli atti parlamentari elaborati dalla commissione speciale. Non sono ancora passati in Parlamento e li avrebbe già visti e analizzati il Consiglio federale?

Per favore Regazzi, sei una persona che stimo, non cadere cosi in basso. Dì chiaramente che la tua categoria (AITI) non vuole regole nel mercato del lavoro, neppure quelle votate dal popolo e così stiamo tutti più sereni. D'altro canto, Regazzi conferma ancora una volta l'intenzione di sabotare la volontà popolare come in occasione dell'applicazione del 9 febbraio a Berna dove si era astenuto dal votare. Marchesi e l'UDC dunque festeggiano questo importante passo odierno, che però sappiamo non essere il traguardo, in quanto la competenza è ora del Gran consiglio, dove l'esito dell'applicazione, soprattutto dopo queste prese di posizione, è poco scontata”.

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