Gli industriali ticinesi: "La proposta governativa contiene alcuni passi avanti e uno indietro. L'assegno parentale venga dato solo ai genitori che intendono riprendere l’attività lavorativa dopo il periodo di congedo"

Positivo, naturalmente, il giudizio sulle misure fiscali che, citiamo da una nota, “rappresentano un primo passo per migliorare la competitività del cantone Ticino, aspetto quest’ultimo che potrà realizzarsi pienamente soltanto con l’adozione del secondo pacchetto di sgravi fiscali, ancora in gestazione”.
“Riguardo alle misure sociali finanziate per tramite del prelievo di un’aliquota contributiva supplementare sulla massa salariale - prosegue la nota - AITI condivide l’obiettivo di miglioramento della conciliazione lavoro e famiglia nell’ottica di una migliore responsabilità sociale delle imprese. Esprime invece perplessità riguardo la misura volta all’introduzione di un nuovo assegno parentale, poiché poco mirata”.
E proprio su quest’ultimo punto AITI va nel dettaglio: “L’introduzione di un assegno parentale esteso alle famiglie del ceto medio, accordato per la durata di un anno, a tutti i neo-genitori, attivi professionalmente o meno, costituisce di fatto un costoso nuovo sussidio di complemento, finanziato dalle aziende, ma che secondo AITI contribuirà solo in maniera marginale a favorire la conciliabilità lavoro e famiglia, come invece auspicato dal Governo. Per questo motivo, pur ribadendo il suo appoggio di principio a un pacchetto di misure equilibrato, AITI auspica che l’assegno parentale venga subordinato a criteri di erogazione limitati ai genitori che intendono riprendere l’attività lavorativa dopo il periodo di congedo parentale”.