Fabrizio Sirica, vicepresidente del Partito, ieri sera era tra gli ospiti di 60 Minuti. Ha solo 26 anni, è un bel ragazzo, dal sorriso aperto e dalle spalle larghe da nuotatore. Ha iniziato la sua esperienza politica tra i Giovani socialisti, ha studiato da operatore sociale alla SUPSI e oggi è sindacalista a UNIA... Ecco cosa pensa.

BELLINZONA – Il confronto-scontro sul pacchetto fisco-sociale varato dal Governo ha creato una netta frattura nel Partito socialista. Sul ring della conferenza cantonale, domenica, ha vinto l’ala ‘radicale’, quella che non vuol sentir parlare di sgravi in favore dei ricchi. E ha vinto per KO, sconfessando il ministro Manuele Bertoli e buona parte del gruppo parlamentare.
In questa situazione di forte tensione sta emergendo la figura di Fabrizio Sirica, vicepresidente del Partito, che ieri sera, lunedì, era tra gli ospiti di 60 Minuti, sulla RSI. Sirica ha solo 26 anni, è un bel ragazzo, dal sorriso aperto e dalle spalle larghe da nuotatore. Ha iniziato la sua esperienza politica tra i Giovani socialisti, ha studiato da operatore sociale alla SUPSI e oggi è sindacalista a UNIA. Vive a Locarno, dove è consigliere comunale, e si sta profilando come uno dei volti emergenti, forse il principale, del rinnovamento socialista.
Domenica, al termine della conferenza, aveva scritto: “Bertoli e i deputati favorevoli a regalare almeno 52 milioni di franchi a milionari e Holding ci dicono: "per ottenere qualcosa nel sociale dobbiamo mandar giù il rospo della Riforma fiscale" ma... NON È VERO!.
E ieri sera, dopo il dibattito, ha affidato le sue riflessione ai social, scrivendo:
“Grazie a chi si sta complimentando per il dibattito di 60 minuti. Penso di aver solo detto cose di Sinistra. Non è difficile quando sei figlio di operaio e hai una paga da operaio. Quando le diseguaglianze tra pochi che han tutto e tanti che invece hanno le pezze al culo ti fanno incazzare così tanto che alle 23.32 andresti a raccogliere firme per il referendum.
Ieri (ndr: domenica) è stata una grande giornata per il PS. A tanti di noi un partito che sceglie una linea chiara e si toglie dalla rotta che lo conduceva verso l'iceberg dà energia e voglia di fare. Usiamola ‘sta energia. Tutti quelli che vogliono cambiare le cose in ‘sto cantone sottomesso all'economia e ai privilegi di pochi, diano una mano. Raccogliete firme, venite alle bancarelle, organizziamoci. In questa ma anche in future lotte! Il 2018 sarà un anno di grandi battaglie (sgravi, salario minimo, referendum contro prolungamento orario di lavoro fino a 60 ore!!!), e da soli, frammentati, non andiamo da nessuna parte. Il PS per ripartire ha bisogno di un fattivo impegno di ognuno di voi. E non solo sui social”.