POLITICA E POTERE
Scandalo Argo 1, Rainbow non ci sta: "Respingiamo ogni tentativo di coinvolgerci nel caso. E attualmente a Camorino si applica una tariffa di 52,80 franchi..."
L'agenzia di sicurezza ribatte alle ultime rivelazioni di stampa: "È troppo semplicistico e fuorviante confrontare due prezzi senza tenere in considerazione tutta una serie di specifici fattori”
Ti Press
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Argo 1, nuovo retroscena dal ginepraio dello scandalo. La Rainbow faceva pagare 48 franchi al DSS e 41.50 alla Croce Rossa per lo stesso servizio. Novità anche sulla famosa vacanza in Sardegna da 5'000 franchi: non ne avrebbe beneficiato un funzionario

11 FEBBRAIO 2018
POLITICA E POTERE

Argo 1, nuovo retroscena dal ginepraio dello scandalo. La Rainbow faceva pagare 48 franchi al DSS e 41.50 alla Croce Rossa per lo stesso servizio. Novità anche sulla famosa vacanza in Sardegna da 5'000 franchi: non ne avrebbe beneficiato un funzionario

11 FEBBRAIO 2018
BELLINZONA - Rainbow non ci sta. L’agenzia di sicurezza reagisce agli ultimi articoli di stampa che l’hanno vista protagonista all’interno del ginepraio dello scandalo Argo 1.
.

 

“Ma è troppo semplicistico e fuorviante - replica oggi Rainbow con un nota - confrontare due prezzi senza tenere in considerazione tutta una serie di specifici fattori”.

 

“Nel nostro caso - aggiunge l’agenzia - le tariffe sono principalmente legate al tipo di attività e alle mansioni ivi correlate, nonché al tipo di contratto e durata. A determinare la tariffa concorrono quindi molteplici fattori”. La società sottolinea altresì come la società che attualmente opera per il Cantone nel centro a Camorino, “da ormai un anno e su mandato diretto, ci sembra applichi una tariffa di 52,80 franchi l’ora e per agente”. Molto meno insomma dei 48 franchi che faceva pagare Rainbow, prima che le fosse revocato il mandato per assegnarlo alla Argo 1.

 

Per questo l’agenzia stigmatizza “ogni strumentale tentativo di coinvolgerla nel caso Argo1”, e sottolinea come da quando si è concluso il rapporto con il DSS, nel luglio del 2015, non ha ricevuto più alcun mandato dal Cantone o dalla Confederazione.

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