POLITICA E POTERE
Dadò lancia un messaggio a Beltraminelli: "Nessun diritto di prelazione sulla lista per il Governo". Poi il presidente del PPD attacca PLR e PS: "Si facciano un esame di coscienza". E propone una "Corte dei conti": "L'uso dei soldi pubblici è fuori contro
Il presidente del PPD: "Dopo un anno di attacchi al DSS, ancora recentemente abbiamo assistito ad accuse che meritano alcune considerazioni e una ferma presa di posizione del partito. Non entro nel merito di come Paolo abbia gestito i suoi più stretti collaboratori ma credo che sia tempo che tutti i responsabili, passati e presenti, vengano chiamati alla cassa”
foto: TiPress/Pablo Gianinazzi
LUGANO - Il PPD intende promuovere un sondaggio tra la propria base per capire come muoversi in vista delle elezioni cantonali del prossimo anno. Lo ha  ribadito il presidente, Fiorenzo Dadò, ieri sera al Comitato cantonale svoltosi al Liceo Diocesano di Breganzona.

“L’uso dei risultati sarà interno ma servirà per allestire sia le liste per i prossimi importanti avvenimenti elettorali che il programma del partito”, ha detto Dadò. Programma che “sarà una sorta di manifesto popolare, semplice e composto di una quindicina di punti”.

A proposito di liste ha detto: “Se c’è qualcuno che ha in mente solo il proprio tornaconto personale, che vorrebbe prevalere sugli altri con modi poco nobili, che pensa di poter approfittare del marasma o di avere una sorta di diritto di prelazione, mi dispiace ma non avrà terreno fertile”.

E ancora: “L’ambizione è un motore molto potente, ma in questo partito va promossa solo quando questa coincide in modo chiaro con gli interessi collettivi della nostra grande famiglia popolare democratica”.

Parole che evocavano chiaramente il tema della ricandidatura del ministro Paolo Beltraminelli, ieri assente per lavoro. 

Che però Dadò ha difeso: “Dopo un anno di attacchi al DSS, ancora recentemente abbiamo assistito ad accuse che meritano alcune considerazioni e una ferma presa di posizione del partito. Non entro nel merito di come Paolo abbia gestito i suoi più stretti collaboratori ma credo che sia tempo che tutti i responsabili, passati e presenti, vengano chiamati alla cassa”.

Ha poi lanciato una stoccata al PLR (e al PS), come riferisce il Corriere del Ticino: “È tempo di farsi un esame di coscienza, chi è che ha nominato i due funzionari liberali radicali all’origine anche dei problemi dell’assistenza? Chi ha condotto il DSS per anni, riducendolo allo stato in cui si trova oggi? Tanto per essere chiari non sono stati Beltraminelli o il PPD che hanno versato alla chetichella il doppio salario e contemporaneamente la cospicua pensione all’ex cancelliere dello Stato Giampiero Gianella”.

Per Dadò “è oramai chiaro che il controllo dell’uso dei soldi pubblici è insufficiente e urgono dei correttivi”. Il PPD intende quindi presentare un’iniziativa per creare in Ticino un “tribunale indipendente eletto dal popolo, che tenga sotto controllo i conti pubblici e garantisca l’uso corretto e oculato dei soldi faticosamente versati dalla gente”.

Tornando alla lista per il Governo, prossimamente verrà composta la Commissione cerca che dovrà presentare un rapporto alla direttiva entro l’estate. Poi per definire la lista ci potrebbero anche essere delle ‘primarie’ così come si è fatto per la presidenza del Partito.

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